VIAGGIO SOTTOTERRA: LA METRO DI ROMA

Veloce, pratica ed economica la metropolitana di Roma è uno dei mezzi pubblici più utilizzati dai cittadini. Ma se prenderla è un gesto automatico per migliaia ogni giorno, in pochi si interrogano su cosa c’è dietro ai suoi vagoni. O meglio: sotto. La metropolitana, infatti, è il principale mezzo sotterraneo, che permette di evitare l’infernale traffico romano, offrendo un’ottima alternativa alla macchina in una città dove trovare un parcheggio sembra una delle fatiche di Ercole. Nonostante l’ultima estensione risalga appena al 2018, con l’apertura della meravigliosa stazione San Giovanni sulla linea C, la sua storia è molto più lunga. Il primo progetto risale addirittura al 1885 per mano dell’ingegnere Allievi, ma bisognerà attendere il 1941 per avere un primo piano regolatore che prevede tre linee principali e diverse secondarie. Il 9 febbraio 1955 viene inaugurato dal Presidente Einaudi il servizio regolare dalla stazione Termini, che prenderà il nome di metro B. La metropolitana romana conta attualmente 3 linee: la A, Battistini-Anagnina, aperta nel 1980; la B, l’unica al momento con una ramificazione interna, Rebibbia/Jonio-Laurentina, inaugurata nel 1955; e la C, ancora in costruzione, San Giovanni-Monte Compatri Pantano, attiva dal 2014. A brevissimo verranno inaugurate due nuove stazioni fondamentali per la mobilità cittadina, collocate sulla linea C, che collegheranno finalmente San Giovanni a Piazza Venezia, passando per Colosseo. L’appuntamento, salvo i classici imprevisti romani, è per l’8 dicembre. Ed è proprio sugli imprevisti e le criticità che si concentra tutta l’attenzione di chi usa la metropolitana. Oltre alla lentezza del servizio, soprattutto sulla linea B dotata di treni più vecchi, i disagi spaziano dal degrado delle stazioni – sporcizia, vandalismo e cantieri aperti – agli scioperi ricorrenti (circa 8-12 all’anno) e ai ritardi, fino al tormentone web “attenzione pickpocket” che ha tenuto banco l’estate passata. «Da terzo mondo… Anzi da quarto! Tempi di attesa assurdi e, ovviamente, convogli pieni oltre ogni limite», commenta un pendolare stufo di attendere l’arrivo della metro. Il caso più eclatante è quello della linea C, i cui i tempi di attesa arrivano a 10 o 15 minuti, ma anche la A, fiore all’occhiello del servizio, non è da meno: «Per andare al lavoro devi prenderti un giorno di ferie per aspettare la metro! Non è una metro, è una corriera, una diligenza dell’800», scherza un passeggero. Per non parlare poi della questione sicurezza sui vagoni e nelle stazioni: «Metro piena e molto calda. Ho assistito ad alcuni episodi di tentati borseggi. Gli adolescenti spingono contro di te e cercano di rubare portafogli», spiega in un italiano stentato una turista. E ancora le barriere architettoniche: «La metro, oltre a non collegare tutta la città, è praticamente inaccessibile ai diversamente abili: ascensori fuori servizio, scale mobili rotte, servoscale inesistenti o inutilizzabili», si lamenta una povera mamma. Secondo Atac nel 2025 1 ascensore su 3 non funziona, salvo casi particolari, e le scale hanno una media di circa 30 anni. Diversi sono i progetti attivi per la manutenzione delle stazioni, ma è un classico l’annuncio «Ascensori fuori servizio» o vedere una delle scale mobili bloccata da transenne. E il sindaco? Oltre a fare video in cui mostra le migliorie della città– tra cui il 5G in tutte le stazioni entro il 2026, anche se sulla A il telefono non prende da Termini ad Anagnina – Gualtieri non dice molto, eppure è il sindaco in assoluto più attivo sul fronte del trasporto pubblico, con grande investimento di fondi pubblici (10 miliardi di euro nel giro di 10 anni) e progetti all’attivo. L’auspicio allora è donare a Roma una metropolitana degna di una capitale europea. Ma finché il tempo d’attesa tra due treni supererà quello di un caffè al bar, il sogno resterà sottoterra.
LAVINIA CECI



