TUMORE AL SENO, ALL’ELISEO L’INIZIATIVA “ONCO HAIR”

Sostenere chi combatte contro il tumore al seno in condizioni di fragilità economica e sociale mediante donazioni di protesi tricologiche cnc (capelli naturali a contatto) a donne che stanno affrontando la chemioterapia.
Il 6 luglio, al teatro Eliseo, si svolgerà l’evento “Onco hair”, il progetto che dona i capelli alle donne in chemioterapia a cura dell’associazione per il Policlinico onlus, Fondazione Cariplo e Crlab. Si tratta di un dispositivo medico rivoluzionario e altamente personalizzato, creato utilizzando capelli umani, non trattati, inseriti a mano, uno ad uno, in una sottile membrana e permette a chi indossa questa protesi di condurre una vita assolutamente normale.
“Il tumore più diffuso e frequentemente diagnosticato alle donne nel 2020 – spiega una nota – è stato proprio il carcinoma della mammella (54.976, pari al 14,6 per cento di tutte le nuove diagnosi) e si tratta di una malattia che non coinvolge solo aspetti farmacologici, chemio o radioterapici ma incide sull’integrità della donna e mina la più profonda sfera del femminile, a cominciare dal trauma della diagnosi fino a tutto l’iter terapeutico che comporterà cambiamenti fisici e di qualità di vita importanti e richiederà alla paziente uno sforzo di accettazione e adattamento ogni giorno più grande. Le reazioni variano da donna a donna e i primi mesi sono di certo i più complessi, in quanto l’evidente trasformazione fisica comporterà una graduale attivazione delle risorse personali per riequilibrare un assetto psico-fisico compromesso, anche, dalla perdita dei capelli (alopecia), effetto collaterale assai comune della chemioterapia e dal forte risvolto psicologico”.
“Vedersi senza capelli – si legge ancora – è un promemoria della propria condizione di vulnerabilità, può intaccare l’autostima ed essere stigma sociale nonché fonte di stress quotidiano e a conferma possiamo dire che il 47 per cento delle donne ritiene la calvizie indotta da chemioterapia la principale ferita dell’intero percorso di cure, tanto che l’8 per cento di esse vorrebbe rifiutarle pur di evitare questa perdita”.
Raccontano le donne. “Ero nel pieno della mia battaglia, sono inciampata per strada, ed è caduta anche la parrucca. Lo sguardo compassionevole di quel ragazzo gentile che mi ha aiutato ad alzarmi mi ha annientata. Il fatto di sapere che con il sistema cnc questo non possa più accadere mi è di estremo conforto”. “Cercare di non vedersi ammalati quando ci si guarda allo specchio è di massima importanza perché aiuta a reagire”. “Chi pensa che con patologie gravi l’ultimo dei problemi siano i capelli e vedersi bene non ha mai avuto il cancro. Non è vanità, vedere il meno possibile i segni della malattia è importante”. “Dal punto di vista psicologico l’idea di avere capelli fissi è un grande aiuto”. “Per una donna perdere i capelli è un evento difficile da accettare. Grazie alla protesi, nessuno si è accorto che si trattasse di capelli non miei, non mi sono mai trovata in situazioni imbarazzanti. Ovviamente mi auguro di avere di nuovo i miei capelli, ma la sicurezza di avere eventualmente a disposizione una opzione così valida mi conforta molto”.
“Grazie a questo dispositivo sono riuscita a riprendere in mano la mia vita sentendomi, in mezzo agli altri, non diversa ma uguale, quella di sempre. Sono andata in bicicletta, ho fatto la doccia, mi sono goduta le mie vacanze al mare e alle terme senza aver paura di fare un bagno in piscina sotto lo sguardo delle persone che mi circondavano. Ho potuto vivere a contatto con i miei colleghi e conoscenti senza suscitare in loro un interesse morboso sul mio stato di salute, mi sono sentita normale e non trasformata dalla mia condizione di ammalata”. “Ho vissuto un momento tragico della mia vita, ma con i disagi e le sofferenze psicologiche dimezzate”. “Il sistema protesico Cnc mi ha dato la possibilità di vivere questo periodo difficile con più serenità e sicurezza. Prima non mi sentivo mai sicura della mia immagine, non potevo piegarmi, il vento era un nemico, togliersi un maglione o una giacca rischiava di spostare o far cadere la parrucca e rendermi -come mi sentivo io- ridicola. Prima, dormire con la parrucca era impossibile, così come fare sport e nuotare”. “Anche se magari non è affatto così, quando sei in mezzo alla gente con la parrucca normale ti senti tutti gli occhi puntati e pensi che possa essersi spostata”.



