Fatti di Roma

GUALTIERI BIS, UN BILANCIO

Con le elezioni comunali in vista, a Roma già si parla di un Gualtieri bis. Il centro sinistra, infatti, sembra avvantaggiato nei sondaggi, complice un quinquennio abbastanza positivo alla guida della capitale, con grandi opere e cantieri avviati, e la gestione del Giubileo 2025. Ma la campagna elettorale è ancora tutta da giocare.

Il rinnovo elettorale si terrà nella primavera del 2027, e non nel 2026. Lo slittamento è effetto del Covid: i romani, infatti, sono andati alle urne a ottobre 2021, oltre la finestra temporale prestabilita dalla legge 182/1991. Ritornati alla normalità prepandemica, se il mandato dell’attuale sindaco Roberto Gualtieri si esaurisce nel secondo semestre del 2026, le nuove elezioni si terranno secondo norma di legge nello stesso periodo dell’anno successivo.Il sindaco uscente Gualtieri ha recentemente confermato le voci di corridoio che lo volevano pronto a ricandidarsi. «Per trasformare una città bisogna introdurre cambiamenti profondi, ci vogliono 10 anni di lavoro», osserva il sindaco a Skytg24. Il lavoro svolto in questo quinquennio non è poco, soprattutto se si pensa alla grandezza e alle necessità sempre mutevoli di una città come Roma.

Il lavoro più importante, a cui lo stesso Gualtieri fa riferimento spesso, riguarda l’anno giubilare. Dopo l’investitura dei poteri commissariali dal governo Draghi, e la riconferma da Meloni, il sindaco ha avviato e gestito grandi cantieri in tutta la città. I lavori hanno riguardato in particolare la riqualificazione di infrastrutture urbane, la viabilità primaria e alcune stazioni della metropolitana per accogliere migliaia di pellegrini. «Abbiamo ricevuto i complimenti da tutto il mondo per l’efficienza dimostrata nell’accoglienza e nella gestione dell’afflusso di così tante persone», commenta compiaciuto il sindaco. I grandi lavori avviati da Gualtieri, però, hanno fatto storcere il naso a molti: sono saltati all’occhio le difficoltà e i ritardi nell’attuazione dei progetti del PNRR, e i lavori per il Giubileo hanno costretto i romani a vivere in una città-cantiere per mesi, senza poi vedere miglioramenti tangibili.

Sul versante mobilità, l’amministrazione capitolina ha comprato nuovi autobus per potenziare il trasporto pubblico, e ha sviluppato iniziative di mobilità sostenibile, tra cui nuove piste ciclabili e potenziamento dei collegamenti periferici. Sono stati avviati una serie di progetti di riqualificazione dei parchi storici romani e di forestazione urbana. Eppure, le criticità non mancano. Come molti altri sindaci prima di lui, Gualtieri continua a non risolvere l’emergenza rifiuti: la raccolta differenziata resta ferma, i cassonetti sono stracolmi e il processo di modernizzazione dell’Ama è troppo lento per una città così grande. Però il sindaco ha creato nuovi secchi della spazzatura “da marciapiede”, cosa che sembra affascinare tutte le amministrazioni capitoline, che al cambio di bandiera fanno corrispondere un nuovo modello di bidone. Gualtieri però ha specificato che i suoi avranno anche il vano cicche.

Al netto di tutto, qual è la percezione che i romani hanno del sindaco? Come direbbero gli inglesi, fifty-fifty. Da una parte c’è chi valuta molto positivamente la giunta Gualtieri: dopo anni di immobilismo e false partenze, nell’ultimo quinquennio Roma appare più pulita, organizzata e accessibile. Il sindaco, poi, è divenuto una vera e propria icona social, con i “video-inaugurazione” delle grandi opere. Dall’altra, però, molti criticano la mancata trasparenza e la scarsa inclusione dei cittadini nei processi decisionali sui grandi progetti urbanistici e infrastrutturali, come il termovalorizzatore e lo stadio della Roma a Pietralata – due punti fondamentali per la nuova campagna elettorale. C’è anche chi parla di gestione poco empatica, e generale indifferenza dell’amministrazione al confronto sociale e alla partecipazione.

Lavinia Ceci

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