Angolo della Salute

APPELLO DEI PEDIATRI ALLA REGIONE: ADEGUARE LINEE GUIDA SU SOSPETTI CASI DI COVID

Nella Regione Lazio le direttive sui sintomi di sospetta infezione da Coronavirus “hanno bisogno di una revisione: prendiamo atto di quanto espresso dall’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, nella riunione del 5 ottobre scorso, in cui si è reso disponibile a rivedere le linee di indirizzo sulla sintomatologia e ci aspettiamo una convocazione a stretto giro ad un tavolo regionale con l’obiettivo di concretizzare le modifiche da apportare, onde evitare di penalizzare noi pediatri, i nostri assistiti, le famiglie ed i servizi territoriali delle Asl”. Così, in una nota, la Confederazione italiana dei pediatri (Cipe) del Lazio.

“Qualora non venissero modificate queste direttive – spiega – poiché la riammissione a scuola è subordinata in tutti i casi alla certificazione medica che attesti che i soggetti sono esenti da malattie contagiose e diffusive (sia quando vengono allontanati dalla scuola per la comparsa di un qualsiasi sintomo compreso il raffreddore, sia quando non sono andati a scuola per lo stesso motivo per decisione presa dai genitori) ai pediatri di famiglia non rimarrebbe altra possibilità che richiedere di effettuare i tamponi, rischiando di peggiorare la già oberata situazione dei pochi e insufficienti drive-in, per essere ligi alle direttive e per tutelarsi sul piano medico legale”, aggiungono i medici.

“Suggeriamo alla Regione Lazio di allinearci alle linee guida dei Paesi europei e del Cdc statunitense per trovare una soluzione valida al problema – continuano ­– Ribadiamo la nostra volontà di essere propositivi per quanto riguarda il problema dell’intasamento dei drive-in, ma altrettanto fermamente ribadiamo che la Regione deve tutelare coloro che volontariamente aderiranno all’invito di fare tamponi e, soprattutto, sottolineiamo l’importanza di trovare siti alternativi agli studi medici perché questi, nella maggioranza dei casi, non sono strutturati per espletare un simile servizio. Respingiamo talune accuse, a mezzo stampa, verso la nostra categoria tacciata di ricorrere troppo spesso alla prescrizione del tampone: è il punto di equilibrio, unico e insostituibile, che le attuali linee guida regionali ci consentono per tutelare la salute pubblica e dei nostri pazienti. E – concludono i medici – rimaniamo a disposizione per essere presenti e costruttivi ad un tavolo di lavoro che possa risolvere queste problematiche”.

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