SINDACATI IN PIAZZA CONTRO I TAGLI AL SOCIALE

“I tagli fateveli dal parrucchiere, il welfare non è un lusso”. Questo uno dei cartelli esposti nel corso della protesta indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil di Roma insieme alle cooperative Agci Solidarietà Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio e Legacoopsociali Lazio.
La manifestazione contesta i tagli al bilancio del Campidoglio nell’ambito delle Politiche sociali. Il bilancio redatto quest’anno dall’amministrazione capitolina sulle politiche sociali stanzia oltre 682 milioni di euro per il 2021, 658 milioni per il 2022 e 651 milioni per il 2023. Il taglio previsto sul 2021 è di circa 190 milioni di euro: le previsioni definitive sul 2020 infatti contemplano una spesa di 872 milioni (una somma di per sé già superiore a quanto era previsto prima della pandemia per l’annualità appena chiusa, quasi 725 milioni di euro).
“Temiamo che ci sia l’intenzione di Roma Capitale di dare un duro colpo ai servizi sociali della città – hanno spiegato in una nota i sindacati -. L’appello rivolto alla sindaca Raggi, per risolvere le tante questioni aperte, è rimasto finora inascoltato. Per questo ci troviamo costretti ad avviare iniziative di mobilitazione”. Questo genere di tagli “si tradurrebbero in una riduzione di 4 milioni di ore di assistenza ai più fragili e 3000 posti di lavoro a rischio – ha precisato il sindacalista della Cgil Natale Di Cola -. Finora con Roma Capitale è mancato il confronto complessivo con le parti sociali sul bilancio e una vera discussione sulla programmazione di questi come di altri servizi ai cittadini, per i quali sono previsti tagli e decurtazioni quando invece dovrebbero essere potenziati”.
I sindacati confidano che “l’assessora al Sociale Mammì che ha aperto al confronto sul tema – continua Di Cola – prenda una posizione chiara rispetto a quello che, se confermato, sarebbe un colpo brutale all’assistenza territoriale. Ma è il nodo delle risorse quello più centrale ed è fondamentale che l’assessore al Bilancio Lemmetti riapra la discussione rivedendo questo capitolo di spesa. Non si può far cassa sulle fragilità, il costo della crisi non possono pagarlo i più fragili, né gli operatori di questo settore. È inconcepibile che chi amministra questa città pensi di poter risparmiare sui bisogni dei cittadini. In gioco c’è la tenuta del welfare di questa città e -ha concluso – continueremo a batterci per salvaguardare servizi e lavoro”. In piazza, davanti all’assessorato di viale Manzoni, hanno protestato anche alcuni consiglieri di opposizione del Partito democratico in Assemblea capitolina, Giulio Pelonzi, Giovanni Zannola e Valeria Baglio, e il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Figliomeni.
“La giunta ha operato scelte senza alcuna condivisione e senza programmazione, senza fare un’analisi dei bisogni sociali all’indomani dell’emergenza pandemica – spiega il consigliere del Pd Zannola -, siamo scesi in piazza per dire che in questo momento le risorse andavano incrementate e rimodulate e, invece, c’è stata anche la scortesia istituzionale dell’assessora Mammì che era a conoscenza del presidio e non si è fatta trovare, dagli uffici ci hanno invitato a richiamare per chiedere un incontro nei prossimi giorni”. Per il consigliere di Fd’I Francesco Figliomeni “le scelte sbagliate della giunta Raggi non possono essere pagate dalle famiglie in difficoltà, dai dipendenti e dalle cooperative che, nella stragrande maggioranza dei casi, si sono prodigate per garantire la prosecuzione delle attività in sicurezza. È una vergogna – ha sottolineato – che Raggi, specie in quest’ultimo anno in cui è anche presente una gravissima emergenza sanitaria, abbia sprecato un sacco di soldi aumentando notevolmente le consulenze esterne per i militanti del M5s, persone in molti casi senza alcuna competenza specifica”.



