Sociale

SCONTRO TRA COMUNE E REGIONE SUI LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ PER I DETENUTI

“Il Garante della Regione Lazio vuole fermare il progetto di pubblica utilità per i detenuti? Sorprende la posizione di chiusura del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio in merito all’approvazione di percorsi già avviati con i ‘lavori di pubblica utilità’, oggetto di una sua lettera indirizzata al Ministero della Giustizia – DAP Dipartimento Amministrazione Penitenziaria”.

Così in un post su Facebook Daniele Frongia, assessore capitolino allo Sport, alle Politiche giovanili e ai Grandi eventi.

“Nella lettera esprime perplessità riguardo la prosecuzione dei progetti dei ‘lavori di pubblica utilità”, che sono previsti dalla riforma dell’ordinamento penitenziario, facendo appello al fatto che si debba fare ricorso al loro utilizzo solo in via straordinaria, posizione che fa sorgere più di qualche dubbio. Dubbi che esprime, in un lungimirante e approfondito articolo di qualche giorno fa, anche Nando Dalla Chiesa su Il Fatto Quotidiano. Quel che è certo è che i lavori di pubblica utilità – frutto di una iniziale e positiva sperimentazione, partita nel 2017, tra Roma Capitale, il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), il Tribunale di Sorveglianza di Roma e la Casa Circondariale Rebibbia N.C. – sono stati attivati a Roma con un percorso strutturato e concepiti come progetto di continuità pianificato e funzionale e rappresentano un motivo di orgoglio da preservare, non certo da fermare”.

“Ricordo qualche numero: complessivamente solo a Roma sono stati interessati 130 detenuti tra attività di manutenzione del verde pubblico (che ha coinvolto aree verdi di tutti i Municipi di Roma Capitale, le Ville storiche della città e la Pineta di Castel Fusano, oltre ad essere stati anche impiegati per alcuni grandi eventi nella città come la Formula E all’Eur o il Concorso Ippico di Piazza di Siena a Villa Borghese) e piccoli lavori di manutenzione stradale. Altri 35 detenuti andranno a breve a rafforzare la squadra di operatori giardinieri”.

“Sono numeri importanti – continua Frongia – che testimoniano quanto l’iniziativa si dimostri valida non solo per la diminuzione del rischio di recidiva del detenuto ma anche per il servizio prestato a beneficio della collettività”.

“Una posizione di avversione che francamente non comprendo e che mette in discussione anche la validità del percorso intrapreso da Roma Capitale e il grande e costante lavoro svolto dalla Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale Gabriella Stramaccioni”.

Articoli correlati

Back to top button
Close