Sociale

NEL 2020 7400 PERSONE IN PIÙ NEI CENTRI CARITAS DI ROMA

Sono state 7.476 le persone che si sono rivolte per la prima volta ai centri d’ascolto delle Caritas parrocchiali di Roma nel corso dei primi nove mesi del 2020.

Quasi la metà (il 48,7 per cento) sono italiani, nuovi poveri che si aggiungono alle 40.607 persone che le parrocchie avevano già preso in carico nel corso degli anni. Su tutte le persone seguite nel corso del 2020 dai centri Caritas i nuovi iscritti rappresentano un terzo del totale (35,3 per cento), con punte veramente notevoli nel caso della nazionalità filippina (86,9 per cento) e srilankese (41,7 per cento).

È la fotografia, a dieci mesi dall’inizio della pandemia, restituita dal quarto rapporto della Caritas sulla povertà a Roma, presentato stamattina. Nella Capitale – si legge nel rapporto – la quota di popolazione a rischio povertà è del 18 per cento. Il 9,4 per cento della popolazione romana si trova in difficoltà a causa dell’impossibilità di poter affrontare spese improvvise o legate all’abitazione come mutuo, locazioni, spese condominiali, bollette. Il 6,9 per cento inoltre vive una grave deprivazione abitativa tra immobili insicuri o precari, immobili mal riscaldati, immobili in condizioni igieniche inadatte, alloggi in strada, roulotte o tende: un andamento che supera di quasi 2 punti percentuali il dato nazionale pari al 5 per cento.

Complessivamente le persone che hanno ricevuto aiuto dai centri d’ascolto parrocchiali della Caritas sono state 21.1603 su 48.083 iscritte nei database delle parrocchie. Nel 48,7 per cento dei casi le nuove persone (7.476) che si sono rivolte ai centri parrocchiali sono italiani, seguiti da filippini (16,3 per cento), peruviani (4,9 per cento), romeni (4,7 per cento) e altre 97 nazionalità. Nel 64,4 per cento dei casi, il rappresentante della famiglia che ha varcato per la prima volta la soglia del centro d’ascolto è una donna. La suddivisione per classi di età mostra che il 54 per cento dei nuovi iscritti sono al di sotto dei 45 anni (4,1 per cento al di sotto dei 25 anni), mentre gli ultrasessantacinquenni sono il 14,7 per cento. Sempre tra i nuovi iscritti, quattro su cinque sono stati registrati nei mesi di aprile (33,2 per cento), maggio (32,6 per cento) e giugno (20,2 per cento); mentre negli altri mesi fino a settembre la dinamica delle nuove presenze è stata simile a quella del 2019.

Gli iscritti nel corso del 2020 sono stati 4.621 per aiuti alimentari attraverso pacchi e buoni spesa (62 per cento), nel 30 per cento dei casi con l’accesso agli empori della solidarietà e nell’8 per cento dei casi attraverso l’attivazione del fondo anticrisi con l’elargizione di piccole somme, un massimo di 500 euro, che la Caritas ha attivato per aiutare le famiglie a far fronte alle spese necessarie e improcrastinabili (bollette, rate di condominio, spese mediche, riparazioni).

L’effetto pandemia si è sentito anche nell’affluenza alle tre mense diocesane promosse dalla Caritas di Roma: Giovanni Paolo II a Colle Oppio, Don Luigi Di Liegro a via Marsala, Gabriele Castiglion a Ostia. Nel periodo marzo-settembre, le tre mense hanno distribuito 238.246 pasti a fronte dei 185.062 erogati l’anno precedente, con un incremento del 28,7 per cento dell’attività. Il picco di tale incremento si è avuto nei mesi di aprile, maggio e giugno, con aumenti del 50 per cento rispetto al 2019. Nei mesi di agosto e settembre, pur rimanendo una distribuzione superiore a quella dell’anno precedente (+15 per cento), la dinamica si è stabilizzata. Per quanto riguarda il fondo anticrisi al 30 settembre il totale degli interventi di aiuto erogati dalla Caritas risultava essere di 489 per un ammontare di oltre 175 mila euro, a giugno 2020 gli aiuti erogati ammontavano a 271 per un totale di 90 mila euro: la somma impiegata nei primi sei mesi del 2020, si è quasi raddoppiata (+ 85 mila euro) in soli tre mesi. 

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