NASCE “CIVICO GIUSTO”, MATTONELLE PER RICONOSCERE LE CASE DI CHI HA SALVATO GLI EBREI

Una mattonella da apporre ai portoni dei condomini dove sono stati nascosti e salvati dai rastrellamenti gli ebrei, ma anche i partigiani e i perseguitati politici braccati dai nazifascisti. Un civico giusto con un QRcode in grado di raccontare, scansionandolo con un device, la storia “buona” che si è consumata fra quelle mura. Il progetto è stato presentato questa mattina, in occasione della giornata della Memoria, in viale Giotto 24 dove Bruno Fantera – Giusto fra le Nazioni ricordato a Yad Vashem, rifugiò e mise in salvo un’intera famiglia di ebrei romani fino al giorno della Liberazione. Parte da Roma il progetto di Roma Bpa – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori e che sarà portato avanti in collaborazione con la neonata Rete di scuole: “Memorie. Roma: una città mille storie” e il Museo storico della Liberazione, l’Archivio Centrale di Stato, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Icbsa) e Dipartimenti universitari.
“Da alcuni anni ‘Mamma Roma e i suoi figli migliori’ lavora per creare una città comunità e lo fa sostenendo, riconoscendo e mettendo in rete la parte migliore di Roma. Oggi con il Civico giusto lanciamo una iniziativa che parte da Roma ma che parla all’Europa intera: vogliamo riconoscere con un segno tangibile quelle case e quelle persone che hanno ospitato ebrei, partigiani, rifugiati politici”, ha detto Paolo Masini, presidente di Romabpa – Mamma Roma e i suoi figli migliori, che dal 2017 lavora per riconoscere, sostenere e mettere in rete la parte migliore di Roma. “Tutte quelle persone che in un momento terrificante per questo Paese e per l’Europa non si sono voltate dall’altra parte e hanno fatto azioni importanti, hanno fatto la differenza. Un grande lavoro di memoria collettiva e popolare che metteremo in un database a disposizione di tutti ma soprattutto delle generazioni future. Lo facciamo insieme all’Archivio di Stato, all’istituto per i beni sonori e dell’audiovisivo, insieme a quelli che in questi anni hanno lavorato alla memoria corale, per riconoscere i figli migliori di Roma che nel periodo dell’occupazione fasci-nazista e della dittatura hanno lavorato per il bene comune”.
“Qui al civico 24 di viale Giotto mio padre e mia nonna nascosero una famiglia ebrea il 18 ottobre del 1943 che sfuggiva alla retata del 16 ottobre”, ha raccontato Fabrizio Fantera. “Lo stesso giorno, al civico 3 di viale Giotto, vicino a Porta San Paolo, una famiglia ebrea invece venne deportata. Sono i Veneziani, andarono ad Auschwitz. Lì le 3 pietre di inciampo marcano drammaticamente quel momento brutto della storia. Qui non c’è nulla che marca: questa è la nostra idea, mettere il ‘civico giusto’ a quelle persone che hanno voluto combattere con la vita quell’aria di morte, quel momento drammatico. Questa è l’intenzione dell’iniziativa che stiamo lanciando”. Dalla maestria dell’artista artigiano Dante Mortet invece la creazione del Civico giusto: l’opera, dalle dimensioni di un consueto numero civico, rappresenta un carrubo, simbolo di fertilità e solidarietà posto all’interno di una casa stilizzata e albero principe del viale dei Giusti in Israele.



