L’ARIA DEL LAZIO È IN MIGLIORAMENTO

Nel Lazio si respira meglio. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) Lazio. Il nuovo report ‘Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio’, che esamina il quinquennio 2021-2025, mette in luce una generale tendenza di miglioramento dell’aria.
Roma sembra essere in testa nel quadro complessivamente positivo per l’intera regione. Nella Capitale, infatti, per la prima volta in cinque anni non sono stati registrati sforamenti dei livelli di biossido di azoto (NO2), l’inquinante più strettamente legato al traffico dei veicoli. In nessun delle 13 centraline della rete di monitoraggio sono poi stati segnalati superamenti dei limiti fissati dalle norme per gli agenti inquinanti.
Anche le polveri sottili (PM10), continuano a rimanere stabilmente al di sotto dei massimi consentiti, con ulteriori abbassamenti. Persino nelle stazioni storicamente più critiche sono emersi miglioramenti importanti della loro percentuale nell’aria.
Anche nel resto del territorio regionale i numeri appaiono incoraggianti. Le province di Rieti, Viterbo e Latina registrano livelli di polveri sottili e biossido di azoto generalmente contenuti e ampiamente sotto i limiti previsti dalla legge. Anche nelle zone rimaste critiche, localizzate prevalentemente in provincia di Frosinone, si segnala una tendenza positiva.
“Questi dati – afferma l’assessora regionale all’Ambiente, Elena Palazzo– certificano un lavoro costante che, come assessorato, abbiamo portato avanti in stretta sinergia con Arpa Lazio partendo sempre dal presupposto fondamentale: decidere sulla base di dati reali e non su valutazione teoriche”.
“L’utilizzo di strumenti avanzati di analisi e rappresentazione dei dati, sofisticati sistemi modellistici, unito alla competenza e alla dedizione dei nostri tecnici, ci consente di monitorare con precisione e accuratezza l’evoluzione della qualità dell’aria, fornendo, in questo modo, il nostro supporto qualificato alle istituzioni nelle politiche di tutela ambientale” ha spiegato il direttore generale dell’Arpa Lazio, Tommaso Aureli.
In tutta la regione, emerge, dunque, una riduzione complessiva delle concentrazioni e dei superamenti rispetto agli anni precedenti. Rimane la necessità di mantenere alta l’attenzione nelle aree più sensibili e di proseguire con politiche orientate alla sostenibilità ambientale e alla tutela della salute pubblica.
Allegra Flamini



