Religioni

LA PACE “MEDICINA DI SPERANZA”

Le ACLI nazionale e di Roma lunedì hanno presentato, presso la Hall G. Paolo II dell’ospedale Gemelli, la tappa di Roma del progetto “Pace at work”. All’evento ha partecipato anche padre Francesco Patton dell’ordine dei francescani e che è stato dal 20 maggio 2016 al 24 luglio 2025 il Custode della Terra Santa. Per questo incarico si è occupato di coordinare la presenza dell’Ordine dei Frati Minori in Medio Oriente, della cura dei luoghi sacri, dell’accoglienza dei pellegrini e del servizio pastorale e educativo verso la popolazione locale.

Il Frate Francescano ha raccontato che la sua esperienza in Terrasanta ebbe inizio nel 2016, periodo in cui c’era la Guerra in Siria. Durante il suo operato ebbe l’opportunità di parlare con i cristiani del luogo, confrontandosi sulla situazione su quei territori, sulla possibilità di vita in quelle zone e mostrando come nel tempo diminuirono le comunità cristiane in Medio Oriente. Infatti, ha affermato:

“in Iraq prima della seconda guerra del Golfo vi era la presenza di un milione e mezzo di cristiani; adesso forse duecento mila. In Siria prima dell’inizio della guerra nel 2011, c’erano due milioni e duecentomila cristiani di tutte le confessioni e adesso forse quattrocento mila. A Gaza c’erano fino a una decina di anni fa circa cinquemila cristiani, due anni fa erano mille e adesso circa seicento; quattrocento cinquanta dei quali si trovano nella parrocchia della Sacra Famiglia”. 

Poi ha proseguito spiegando che anche nelle zone non colpite dalla guerra si vengono a verificare dei disaggi come la perdita della speranza. Tale aspetto porta le persone a decidere di emigrare. “Negli ultimi due anni – prosegue – sono partiti da Betlemme circa duecento famiglie cristiane. Duecento famiglie moltiplicate per cinque e più o meno avete il numero di cristiani, che hanno lasciato”.

Poi racconta quanto sia difficile mantenere una comunità senza speranza e quest’ultima non può esistere, dove non è garantita la pace. Nel corso del tempo sì è confrontato con dei cristiani, che nutrono dei dubbi sul restare in Medio Oriente. Questo dubbio è alimentato dalla guerra, che negli ultimi due anni vede impegnato lo stato d’Istraele e lo stato Palestinese della striscia di Gaza. Il conflitto Israeliano-Palestinese è stato alimentato da alcune scelte politiche da parte dello stato, le quali hanno stabilito: che Israele è uno stato Sionista e che è necessario dar vita alla “Grande Israle”, che al suo interno deve essere uno stato privo del popolo Palestinese e deve comprendere i territori dello stato Israeliano, Palestinese, una parte dell’Eggito, della Turchia e Della Siria.

Nonostante la pace sempri lontana, Padre Patton ricorda che i crisitiani portano avanti la massione di Pace attraverso la fede, le opere sociali come le scuole, il sostegno alla popolazione. In riferimento a ciò l’ex Custote dell Terra Santa rivela: “La chiesa cosa ha cercato di fare, per mandenere viva la speranza nei cristiani? Sì è fatto qualcosa in TerraSanta, in un territorio dove vi è la collabborazione tra le varie realtà e istituzioni. Noi portiamo avanti la nostra missione, facendo attenzione alle persone. Persone che non sono solo di fede cristiana”.

Inseguito parla delle scuole che sono un luogo importante, dove viene insegnato il vivere insieme e l’importanza della pace; affermando: “l’opera sociale più importante è la scuola, dove ci sono cristiani apparteneti a tutte le confessioni, studenti mussulmani e in una scuola di musica ebrei, cristiani e mussulmani. È molto importante investire nelle scuole, perché è grazie alle scuole che si può educare al vivere insieme, all’accettazione reciproca e alla cultura della pace”. Speriamo in futuro dove il Medio Oriente sia libero dalla guerra e caratterizzato dalla pace tra i diversi stati e popoli.

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