BODY SHAMING E CYBERBULLISMO, FENOMENI INTERCONNESSI CHE COLPISCONO LE DONNE

Navigando su internet, in particolare sui social network più famosi, è molto facile imbattersi in manifestazioni di body shaming. Il problema, però, è che alcune espressioni sono così diffuse che a volte il fenomeno non viene neanche percepito, colpa di una società ormai assuefatta al pensiero della della ricerca della bellezza assoluta, quella che non ammette imperfezioni.
E quindi, in questo contesto, può addirittura diventare normale pubblicare commenti che che mirano a far vergognare qualcuno per i chili di troppo, per l’eccessiva magrezza, per le gambe grosse o per i fianchi larghi. Questo fenomeno, noto come “body shaming” è a tutti gli effetti una forma di bullismo in cui il fisico di una persona viene criticato, in particolare attraverso canali web e social.
Da un’indagine condotta dalla Nutrimente Onlus – associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare – risulta che una donna su due (il 48%) è colpita da questo fenomeno. Anche se non si tratta di un’esclusiva tutta femminile: le statistiche indicano che il 94% delle adolescenti è vittima di body shaming e quasi il 65% dei ragazzi ha dichiarato di aver subito commenti umilianti sul proprio aspetto fisico.
Attraverso il body shaming si viene bullizzati per avere qualche chilo di troppo e anche per l’eccessiva magrezza. Si tratta dunque di una tendenza praticata su larga scala, soprattutto tra gli adolescenti, in cui l’utente agisce comodamente dietro ad uno schermo verso una qualsiasi persona, non conosciuta, sentita lontana e per questo considerata come un oggetto da schernire.
Il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante poiché coinvolge un numero sempre maggiore di utenti social. Questa nuova forma di cyberbullismo provoca nelle vittime stati di ansia e angoscia. L’aumento e la diffusione dei canali social e web non ha fatto che estendere questo fenomeno, i commenti offensivi sono dilagati e diventati sempre più frequenti. I casi di bullismo nelle scuole sono ripetuti: bambini presi di mira poiché in sovrappeso, ragazzine derise dai fidanzati. Oltre ad avvicinarsi a malattie come l’anoressia e la bulimia, in casi più drammatici le vittime arrivano al suicidio, poiché incapaci di accettare il proprio corpo. Il corpo diventa dunque un mezzo per criticare un’altra persona, per farla vergognare. Il carattere, il talento e l’intelligenza della persona vengono lasciati da parte, nemmeno presi in considerazione.
Un fenomeno, quindi, che non va affatto sottovalutato, e infatti ormai il body shaming è un reato perseguibile penalmente, attivando una denuncia presso la Polizia Postale e i Carabinieri. A gennaio 2020 la Camera ha infatti approvato la proposta di legge contro body shaming e fat shaming (provare vergogna per i chili di troppo), che prevede otto articoli che vanno ad estendere la legge sul cyberbullismo approvata nel 2017.



