ASSEGNATO IL PREMIO “ACHILLE SILVESTRINI” ALLA PAROCCHIA DI GAZA

La parrocchia di Gaza ha dato “una coraggiosa e instancabile testimonianza in un contesto particolarmente grave e pericoloso a fianco dei più vulnerabili”. Lo ha affermato il Papa in un messaggio al Premio internazionale Achille Silvestrini quest’anno assegnato alla parrocchia di Gaza. “Possa continuare la sua missione al servizio dei più deboli per donare conforto e coltivare in ciascuno la speranza di un domani di giustizia e di pace”, aggiunge il Pontefice.
Ieri pomeriggio si è tenuta a Villa Nazareth, a Roma, la cerimonia di assegnazione del premio. Padre Gabriel Romanelli e la sua comunità religiosa non possono uscire da Gaza e, a nome loro, lo ha ritirato il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Auspicando un rinnovamento delle leadership, sia per Israele che per la Palestina, Pizzaballa ha spiegato: “la pace è una parola impegnativa, la pace ha bisogno di essere preparata, i fallimenti degli anni scorsi, dei vari accordi ci hanno insegnato che non bisogna correre, anche nella terminologia per arrivare subito a parlare di pace. La prossima generazione la potrà fare se noi la prepariamo”.
Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha evidenziato la testimonianza offerta al mondo da questa parrocchia che per due anni ha vissuto sotto le bombe, contando anche nella piccola chiesa alcuni morti per gli attacchi.”Mentre tutti cercavano di scappare, di uscire da Gaza, di mettersi in salvo, i sacerdoti e le religiose della parrocchia di Gaza invece hanno fatto la scelta opposta, addirittura erano fuori, non potevano rientrare, hanno fatto di tutto per rientrare, per stare vicino alla popolazione sofferente. Vuol dire che anche nelle situazioni più disperate c’è sempre questa luce della carità che dà speranza al mondo. Veramente una grande testimonianza che diventa un insegnamento per tutti”.
Alla cerimonia erano presenti anche il presidente di M5s Giuseppe Conte, il fondatore e il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo. Tra le voci anche quella del cardinale Prefetto delle Chiese orientali Claudio Gugerotti. Alla domanda su un possibile viaggio a Gaza del Papa risponde:
“Credo che senz’altro sia possibile” ma “bisogna anche tenere presente le difficoltà concrete di raggiungere Gaza, come si sistema la questione della sicurezza interna non perché al Papa interessi molto la sua sicurezza personale naturalmente, ma non ha senso mettere in pericolo la sicurezza degli altri”. Prosegue: “Ma credo che sia inserito nel suo cuore, perché lo conosco bene, il desiderio profondo di essere vicino a Gaza”. Il missionario argentino ha ringraziato tutti attraverso un video registrato nella parrocchia della Sacra Famiglia, in mezzo ai bambini, ed è tornato a sottolineare come l’unica via sia quella di essere uomini di pace.



