Sociale

ASS. 21 LUGLIO: UN TERZO DEI ROM IN EMERGENZA ABITATIVA IN ITALIA VIVE A ROMA

Dai 28.000 del 2017 ai 25.000 del 2018, sino ad arrivare, nel 2019 a 20.000. Sono questi i numeri dei rom che vivono in Italia nelle baraccopoli formali e informali. Il 63 per cento, pari a 12.700 unità, vive in 119 baraccopoli istituzionali presenti il 68 Comuni italiani.

È il quadro tracciato dal rapporto annuale dell’Associazione 21 luglio e che nell’anno scorso ha rilevato 127 insediamenti in 74 Comuni italiani. Il 47 per cento dei residenti negli insediamenti formali ha la nazionalità italiana; il 42 per cento è originario dell’ex Jugoslavia mentre, per il resto, si tratta di cittadini comunitari. Nel totale il 55 per cento ha meno di 18 anni.

Roma, con i suoi 15 campi formali è la città che più di tutte ha investito, negli ultimi anni, per la progettazione e gestione di tali insediamenti. Quasi un terzo delle persone rom in emergenza abitativa presenti in Italia, risiedono negli insediamenti formali e informali della città di Roma. Nella Capitale nei 6 villaggi attrezzati risultano vivere 2.600 persone, di cui 1.250 minori. Nei 10 campi tollerati vivono invece 880 persone, mentre 2.000 sono quelli censite nel 2019 dalla Prefettura di Roma nei 338 micro-insediamenti. Nell’unica occupazione mono-etnica della città di Roma vivono da circa 4 anni, 600 rom di cittadinanza rumena.

“A fronte di fallimentari pratiche di superamento degli insediamenti, culminate nel 2018 con lo sgombero del Camping River – spiega l’Associazione 21 luglio in una nota – l’azione privilegiata scelta dall’amministrazione capitolina appare quella degli sgomberi forzati”. Nel 2016 sono stati 28 gli sgomberi registrati; 33 nel 2017; 40 nel 2018 e 45 nel solo 2019, con un incremento del 13 per cento rispetto all’anno precedente.

“Anche sul fronte scuola i dati generano preoccupazione – prosegue la nota -. Lontano dall’applicare quanto previsto dal piano rom della giunta Raggi, sono i numeri a dimostrare come l’amministrazione capitolina abbia rinunciato a qualsiasi reale azione che favorisca e sostenga l’iscrizione, la frequenza e il successo scolastico dei minori presenti negli insediamenti della Capitale”.

Per Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, “l’amministrazione capitolina, testardamente chiusa e isolata nelle sue certezze, ha lasciato le parole superamento dei campi solo nei buoni propositi. Da 5 anni – aggiunge Stasolla – giace nei cassetti del consiglio comunale una proposta di iniziativa popolare sul superamento dei campi rom che ancora deve essere discussa e portata ai voti, segno inequivocabile della barriera che, sul tema campi rom la giunta capitolina ha consapevolmente costruito attorno a sé al fine da isolarsi da qualsiasi dialogo e confronto”.

Articoli correlati

Back to top button
Close