Fatti di Roma

IERI A ROMA QUATTRO FALSI ALLARMI BOMBA IN TRE ORE

Quattro allarmi bomba in sole tre ore. Si sono susseguiti ieri, 3 marzo, in alcuni palazzi del centro storico della Capitale. Gli alert sono arrivati in un momento di massima allerta per lo scontro accesosi in Medio Oriente lo scorso 28 febbraio.  

Ieri il primo avviso è arrivato nel primissimo pomeriggio a piazza Venezia, nelle vicinanze dell’Altare della Patria. Per gli accertamenti le Forze dell’ordine hanno momentaneamente chiuso la piazza alla circolazione. Le analisi hanno poi dato riscontro negativo, tuttavia non sono mancati momenti di paura in uno dei siti più visitati da cittadini e turisti.

Intorno alle 15, è quindi stato diramato un secondo allarme che riferiva della presenza di un trolley abbandonato a Largo Chigi, difronte al palazzo sede di alcuni uffici della Presidenza del Consiglio. Dopo l’immediato arrivo degli agenti della Polizia di Stato, il nucleo di artificieri ha fatto sapere che si trattava di un falso allarme. In una ventina di minuti è arrivata la conferma che la valigia lasciata sulla piazza conteneva solo effetti personali.

Dopo poco più di un’ora, intorno alle 16:30, è arrivato il terzo allarme bomba in via della Scrofa 39. Nel palazzo si trova la sede di Fratelli d’Italia, gli uffici della Fondazione Alleanza Nazionale e la redazione de Il Secolo d’Italia. Anche in quel caso sono prontamente arrivati polizia e Digos ad evacuare l’intera palazzina. Dopo tutte le verifiche e la temporanea chiusura del vicino vicolo della Vaccarella, l’allarme è rientrato verso le 17:15.

Nelle stesse ore una chiamata anonima al 112 ha fatto l’ennesima segnalazione. Questa volta l’allarme riguardava Palazzo Grazioli, l’attuale sede della stampa estera ed ex residenza romana di Silvio Berlusconi. Artificieri e squadra cinofila hanno ispezionato tutta l’area per poi dare conferma della falsa segnalazione.

Gli allarmi, seppur tutti dall’esito negativo, sono arrivati in un clima di forte tensione dovuto agli scontri nei Paesi arabi. Non a caso, a partire dal fine settimana a Roma sono stati innalzati i livelli di sicurezza, implementate le attività informative della Digos e la prevenzione all’antiterrorismo. A destare maggior timore sono gli obiettivi sensibili della Capitale come il Ghetto ebraico e le ambasciate, soprattutto quelle dei Paesi interessati dal conflitto.

Allegra Flamini

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