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ALLARME DELL’USB: SANITÀ ROMANA TRAVOLTA, OSPEDALI NEL CAOS

Arrivano a Usb “nuove segnalazioni dagli operatori sanitari degli ospedali romani. Ancora caos e malagestione, che mettono a rischio la salute di tutti. Sabato scorso, ad esempio, 10 operatori sanitari e 3 anestesisti del Santo Spirito sono risultati positivi”.

“Mancano percorsi adatti all’ingresso dei pronto soccorso per malati Covid e no Covid – si legge in una nota dell’Unione sindacale di base- nonché chiare indicazioni ai loro parenti riguardo le aree in cui sostare in attesa dei propri congiunti. I percorsi interni per i malati dimessi dai pronto soccorso e destinati alle Uo specialistiche o ai reparti Covid non sono comunicati al personale addetto al trasporto, che spesso è in appalto con una cooperativa. Non vengono effettuate le dovute verifiche delle ambulanze per il trasporto Covid, incluso l’isolamento, nemmeno per la sicurezza degli operatori. Non è stata fatta nessuna formazione per il trasporto dei pazienti nelle barelle di contenimento”.

All’ospedale Oftalmico, prosegue Usb, “unico ospedale monospecialistico di riferimento per tutta l’oculistica della Regione Lazio, la tenda pre-triage non c’è! In questo modo si rischia di trovarsi pazienti positivi che accedono al pronto soccorso. Mancano ancora infermieri e medici, soprattutto nelle aree di rianimazione e camera operatoria. Pochissime le assunzioni, del tutto insufficienti ad affrontare la situazione di emergenza in corso. Ma se la graduatoria del Sant’Andrea è praticamente esaurita, vuol dire che il ‘buco’ da colmare era molto più ampio di quanto veniva detto. E ora cosa faranno per tamponare? Immetteranno nuovi precari tramite gli avvisi pubblici o, come al Policlinico Umberto 1, saranno stanziati 16 milioni di euro per una gara d’appalto di esternalizzazione del personale sanitario, socio-sanitario e ausiliario?”.

Al pronto soccorso del Santo Spirito “c’è un solo ausiliario, mentre ne servirebbe almeno uno per turno. Al personale esternalizzato (Oss e ausiliari) – aggiunge ancora Usb – i dispositivi per i reparti Covid vengono forniti dall’ospedale. Cosa parecchio insolita visto che dovrebbe essere il datore di lavoro a fornirli. Altri soldi pubblici per coprire le magagne delle cooperative private. Il carico di lavoro è diventato enorme e il solo ausiliario di ps non può caricarsi di tutto questo lavoro. Insomma la condizione che denunciano dagli ospedali è assurda. Dà un’immagine chiara dell’impreparazione alla seconda ondata e di una negligenza forte da parte del Servizio sanitario regionale. Gli appalti ospedalieri si rivelano sempre più un vero e proprio fallimento su tutti i piani. Stabilizzazioni e concorsi sono l’univa vera soluzione a questa piaga. Bisogna rafforzare la nostra sanità, che è solo quella pubblica. Usb dà appuntamento a tutti venerdì 30 ottobre alle 10 sotto la Regione Lazio in piazza Oderico da Pordenone”.

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