A REBIBBIA 34 DETENUTI POSITIVI AL COVID. SCIOPERO DELLE FAME E PROTESTE

Oggi a Rebibbia Nuovo complesso i positivi al Covid sono saliti a 34, di cui 5 ricoverati in ospedale. In un post su Facebook la garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni, spiega: “Sono entrata con la direttrice e il responsabile medico di Rebibbia nel reparto dove sono isolati i positivi (eravamo forniti di tutti i dispositivi di sicurezza). Da ieri i detenuti hanno iniziato lo sciopero della fame e questa mattina hanno iniziato a danneggiare le loro stanze detentive. Ci abbiamo parlato (attraverso la porta) e la direttrice e il medico hanno assicurato un intervento di rafforzamento per permettere loro di superare questa fase cosi difficile in una modalità più umana rispetto la attuale”.
“Il problema principale – aggiunge – è che il reparto dove sono stati allocati per l’isolamento è vetusto e quindi non adatto già per persone in salute e che possono uscire durante il giorno. Figurarsi per chi deve trascorrerci tutto il tempo convivendo con altre cinque persone. Sono stati bloccati gli ingressi dei nuovi giunti e questo permetterà a breve il loro trasferimento nel reparto limitrofo dove sono attualmente coloro in quarantena. La direttrice rafforzerà il numero di telefonate a disposizione e il responsabile medico dovrebbe ottenere la presenza di un infermiere anche di notte. La protesta è rientrata con l’auspicio che questi minimi provvedimenti possano essere attuati al più presto”.
“Tutto ciò – sottolinea Stramaccioni – conferma che la presenza del virus in carcere non è gestibile facilmente nelle condizioni attuali di sovraffollamento. E la preoccupazione (comprensibile) del contagio rende tutto più difficile. Anche svolgere le normali funzioni come distribuire cibo o portare gli apparecchi telefonici. Alla delegazione di Senatori della Commissione Giustizia presenti questa mattina in istituto mi sono permessa di rivolgere un ulteriore accorato appello per fare in modo intanto di vaccinare la popolazione detenuta e gli operatori penitenziari. Alle persone in isolamento – conclude – ho garantito che continuerò ad effettuare un monitoraggio costante per rendere più decente questa disumana condizione di detenzione”.



