Sociale

12,3 MILIONI DI MINORI SONO VITTIME DI SCHIAVITÙ E SFRUTTAMENTO

Nel mondo una persona su 4 in condizione di sfruttamento o schiavitù moderna è minorenne, pari a 12,3 milioni: la maggior parte, circa 9 milioni, è coinvolta in matrimoni forzati, mentre i restanti 3,2 milioni sono divisi in sfruttamento sessuale (1,6 milioni), sfruttamento lavorativo o attività illecite (1,3 milioni) e lavori forzati imposti dalle autorità statali (320.000). Per quanto riguarda la tratta, nel 2022 era minore più di una vittima su 3 (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti): senz’altro una sottostima, ma in ogni caso il numero di minori identificati come vittime di tratta è aumentato del 31% rispetto al 2019. Sono alcuni dei dati contenuti nella XV edizione del dossier “Piccoli schiavi invisibili” di Save the Children, diffuso come ogni anno in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, che si celebra il 30 luglio. La pubblicazione quest’anno dedica “un’attenzione specifica al ruolo che le tecnologie digitali assumono in un mondo trasformato da instabilità politica, disuguaglianze economiche, emergenze ambientali e conflitti armati. Anche le crisi migratorie rendono molti minori estremamente vulnerabili: le rotte, che attraversano zone con debole presenza istituzionale, rappresentano opportunità per le reti criminali, che intercettano bambini e adolescenti in fuga o non accompagnati, destinandoli a circuiti di sfruttamento sessuale, lavoro coatto o economia criminale”. Le ragazze rappresentano il 57% delle vittime minorenni rilevate a livello globale e nel 60% dei casi il loro sfruttamento è di tipo sessuale. I ragazzi, al contrario, risultano maggiormente coinvolti in situazioni di lavoro forzato (45%).

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