giovedì , 27 luglio 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI VENERDI’ 7 AGOSTO 2015

Maltempo: su social network foto 'Shelf cloud' e doppio arcobaleno

Mafia Capitale, Coratti via dal Campidoglio Consiglio paralizzato (Fabio Rossi)

Mirko Coratti lascia ufficialmente l’aula Giulio Cesare. L’ex presidente dell’assemblea capitolina, ora agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, ha fatto pervenire le sue dimissioni formali dalla carica di consigliere comunale, dalla quale era stato sospeso con provvedimento del prefetto. «Il consigliere Coratti ha presentato formali dimissioni – ha spiegato la presidente dell’Aula, Valeria Baglio – e quindi l’assemblea è chiamata all’elezione della subentrante consigliera Cecilia Fannunza». Si tratta dell’ennesimo scossone dato al consiglio capitolino dall’inchiesta sul Mondo di mezzo. Oltre a Coratti, altri tre consiglieri sono stati sospesi e sostituiti perché raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare: Pierpaolo Pedetti (Pd), Massimo Caprari (Centro democratico) e Giordano Tredicine (Pdl). Questi ultimi tre, però, non hanno ancora formalmente rassegnato le dimissioni. L’ex capogruppo dem Francesco D’Ausilio, pur non risultando indagato, ha invece lasciato il seggio dopo che il suo nome era uscito in alcune intercettazioni pubblicate sui giornali.

In questa situazione la tanto decantata “fase due” nell’aula Giulio Cesare ancora non si è vista. L’assemblea ha approvato l’assestamento di bilancio nella notte del 31 luglio, ma soltanto in seconda convocazione: quando, in soldoni, sono necessari meno consiglieri presenti per garantire il numero legale. In settimana si è provato a convocare altre due sedute, mercoledì e ieri, ma con il medesimo risultato: numero legale caduto, e tutti in vacanza. Se ne riparlerà giovedì 3 settembre, salvo complicazioni, con la convocazione della conferenza dei capigruppo, che dovrà decidere sulla ripresa dei lavori. Ma è facile prevedere che le vacanze dell’assemblea capitolina – non considerando le due sedute a vuoto di questa settimana, con alcuni consiglieri già in ferie – sfioreranno i 40 giorni. Lo slittamento a settembre dell’ultima delibera, ieri, ha provocato momenti di tensione a Palazzo Senatorio, con polemiche tra la maggioranza e il Movimento 5 stelle. Il numero legale è caduto mentre si votavano emendamenti e ordini del giorno sulla delibera che riguarda i diritti degli assistenti educativi e culturali (Aec). […]

Repubblica

Poteri e Giubileo Renzi rallenta Il vicesindaco: tempi strettissimi (Mauro Favale)

Tutto congelato per altri 20 giorni. Il consiglio dei ministri su Roma sarà il prossimo, il primo dopo la pausa estiva. Quello di ieri ha deciso di far slittare il “pacchetto capitale” al 27 agosto. «Alle ore 12», dice fin da ora Matteo Renzi, forse per lasciar intendere che la volta buona sarà inquell’occasione.
Non si decide su Mafia capitale e, di conseguenza, non si decide nemmeno sul Giubileo che pure, invece, avrebbe avuto bisogno di un’accelerata. Per ora ci sono i soldi, quei 50 milioni di euro di spesa autorizzati pochi giorni fa con una lettera del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Mancano, però, le deroghe, quel pacchetto di misure “emergenziali” previste su specifici progetti (mobilità, manutenzione stradale) dalla legge su Roma capitale e che il consiglio dei ministri avrebbe dovuto autorizzare ieri.
Questo, almeno, era l’auspicio del Campidoglio che, così, avrebbe potuto far partire le gare in tempi rapidi, già dalla settimana dopo Ferragosto. Ora, invece, bisognerà aspettare ancora. Con il risultato che i primi cantieri, se tutto andrà per il verso giusto, non potranno essere inaugurati se non all’inizio di ottobre. I “poteri speciali”, infatti, prevedono di ridurre i tempi delle gare da 120 giorni a 35.
A quel punto, però, per completare le opere di manutenzione straordinaria (dal restyling delle piazze in periferia, al rifacimento di alcune strade) dovranno bastare non più di due mesi. L’otto dicembre Papa Francesco aprirà la Porta Santa dando ufficialmente il via al Giubileo straordinario della Misericordia. Ormai, però, è chiaro che quello del Campidoglio sarà un work in progress stabilito insieme al Vaticano. A partire per primi, insomma, saranno i progetti più urgenti. Poi, a seguire, gli altri che coinvolgeranno diverse zone della città. Impensabile, insomma, fare tutto in due mesi.
Eppure in Comune c’è preoccupazione. Mascherata da un diplomatico comunicato di Marco Causi, il vicesindaco e assessore al Bilancio arrivato in giunta per puntellare Ignazio Marino. Prima ribadisce la tempistica dettata da Renzi: «Il premier ha annunciato la decisione di legare insieme sia la parte ordinamentale della vicenda Giubileo (ovvero le deroghe normative necessarie a stringere i tempi di realizzazione delle opere) che quella organizzativa, nonché le altre richieste della Giunta capitolina per attrezzare la città a questo straordinario appuntamento». […]

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