sabato , 27 maggio 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI VENERDI’ 21 AGOSTO 2015

Buzzi

corriere della sera

Ecco tutte le accuse ai politici-imputati per Mafia Capitale (Ilaria Sacchettoni)

Possiamo definirli «il capitale politico-istituzionale» del Mondo di Mezzo. Sono i sette consiglieri imputati per corruzione aggravata o associazione mafiosa che il 5 novembre prossimo saranno in aula. Per altri politici indagati ma sfuggiti all’esigenza di misure cautelari, le indagini dei pm coordinati dalla Dda capitolina proseguono. Fra questi, Gianni Alemanno (Pdl), Eugenio Patanè (Pd), Maurizio Venafro (Pd), Francesco D’Ausilio (Pd).
Mirko Coratti (Pd) ex presidente dell’assemblea del consiglio comunale è accusato di corruzione aggravata (in concorso con Franco Figurelli). Tra le altre cose sarebbe intervenuto per fare approvare la delibera sui debiti fuori bilancio, avrebbe concorso alla destinazione di fondi extra per Ostia destinati a un appalto del duo Buzzi/Carminati, ottenendo in cambio la promessa di 150mila euro, diecimila euro versati alla sua fondazione e l’assunzione di una persona presso la coop 29 giugno.
Luca Gramazio (Pdl) ex capogruppo in Regione è accusato di associazione mafiosa: «Svolge-secondo i pm- una funzione di collegamento fra l’associazione e la politica e le istituzioni, elaborando icon Testa, Buzzi e Carminati, strategie di penetrazione nella pubblic amministrazione».
Andrea Tassone (Pd), ex presidente di Ostia. È accusato di corruzione aggravata: in cambio di circa 30mila euro avrebbe comunicato a Buzzi «notizie e informazioni sulla procedura di selezione dell’appaltatore» per lavori di manutenzione su spiagge, giardini e strade del municipio.
Pierpaolo Pedetti (Pd) è accusato di corruzione aggravata per aver favorito «il rinnovo dei servizi per l’emergenza alloggiativa alla Eriches a cifre sovradimensionate» ottenendo in cambio, da Buzzi e Carminati, l’acquisto di un appartamento di una società a lui riconducibile e l’acquisto di 14 appartamenti appartenenti a una coop sull’orlo del fallimento (la Deposito Locomotive di San Lorenzo).
Daniele Ozzimo (Pd) ex assessore alle politiche abitative sarebbe intervenuto per prorogare la gestione dell’emergenza abitativa alle coop di Buzzi, contribuendo a creare una maggioranza politica per far approvare stanziamenti extra bilancio a favore delle stesse coop, «proteggendo la posizione di Fiscon» manager di Gianni Alemanno ritenuto funzionale al duo Buzzi-Carminati.In cambio Ozzimo avrebbe ottenuto l’assunzione di una sua sponsorizzata (Tatiana Tomasetti) e 20mila euro «da Buzzi che agiva in accordo con Carminati». L’accusa, per lui, è di corruzione aggravata. […]
Messaggero
Funerale show, il prefetto «Una falla nel sistema» Bufera sul Campidoglio (Simone Canettieri)
La «falla nel sistema», come la chiama il prefetto Franco Gabrielli, fa scoppiare subito la polemica: come è possibile che si siano celebrati in pompa magna i funerali del boss dei Casamonica? Il prefetto spiega che c’è stata «una sottovalutazione preventiva da parte delle forze dell’ordine» e una «operativa» se è vero, come è vero, che il feretro di Vittorio Casamonica è stato “scortato” dai vigili urbani. Per un certo senso il Campidoglio diventa il terminale della bufera. Marino, in ferie ai Caraibi, interviene in serata, quando ormai il caso ha fatto il giro d’Italia e del mondo (tornando a campeggiare sul sito del New York Times).
Prima il sindaco chiama Gabrielli, poi spiega: «I morti e i funerali non possono essere strumenti dei vivi per inviare messaggi mafiosi. Tutto ciò è intollerabile». Sta di fatto che il reggente del Campidoglio, il vicesindaco Marco Causi, è venuto a conoscenza del fatto solo quando la notizia è uscita sui giornali on-line. Nonostante la presenza sul posto, al Tuscolano, dei vigili urbani. «E’ un’offesa alla città», dirà nel pomeriggio Causi, che alla prima prova del fuoco «si fa trovare impreparato nel gestire la situazione», come attaccano da centrodestra. La deputata grillina Roberta Lombardi se la prende con destra e sinistra che «hanno permesso, con i loro silenzi, incapacità e il più delle volte con vere e proprie articolate complicità».
Intanto, però si cercano i responsabili. E la domanda rimane sempre quella: come è stato possibile? Ecco perché fioccano le interrogazioni al ministro degli Interni Angelino Alfano. Il deputato Pd Roberto Morassut chiede al Viminale: «Perché è stato consentito che i funerali del capo clan si svolgessero con una coreografia tale da rendere quasi impraticabile per un arco orario importante alcune vie del quartiere Tuscolano, consentendo ad un elicottero privato di sorvolare il quartiere?». E sulla scia di Morassut arrivano anche le interpellanze di Sel. Il fatto diventa oggetto anche di una polemica politica tra Roma e Milano. Perché i funerali di Casamonica sono capitati nel giorno in cui Matteo Orfini, commissario del Pd capitolino, ha annunciato la costituzione di parte civile del suo partito nel processo di Mafia Capitale. E quindi Orfini scrive su Twitter: «Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino». E dopo poco Roberto Maroni, ex ministro degli Interni e governatore della Lombardia, gli risponde così: «Eh sì, con il Pd al governo Roma è proprio Mafia Capitale». Controreplica di Orfini: «La mafia a Roma ha dilagato quando c’era il tuo amico Alemanno e tu governavi. Abbi la decenza di tacere». […]
Repubblica
Trasporti, idea Giubileo “Cento bus in prestito dalle regioni del Nord” (Mauro Favale)
L’assessore Stefano Esposito la definisce «solidarietà istituzionale». Dietro la formula, però, si nasconde un’operazione che nei prossimi mesi, in occasione dell’inizio dell’Anno Santo e per circa un anno, potrebbe far circolare in città tra i 70 e i 100 bus della Gtt, la municipalizzata dei trasporti torinese, dell’Atm, quella di Milano, della bolognese Tper, della Trieste trasporti. Ognuno col suo logo e il simbolo del Giubileo.
«In questo modo si coniugherebbero visibilità e, appunto, solidarietà tra istituzioni». Già, perchè Roma in queste settimane è alla disperata ricerca di una soluzione che consenta di affrontare, soprattutto dal punto di vista dei trasporti, l’afflusso dei pellegrini attesi in città da dicembre.
Le strade che si stanno percorrendo sono varie, alla luce dei ritardi provocati dalla gara per i 700 nuovi bus ancora deserta e prorogata già due volte. A settembre dovrebbe chiudersi ma, se anche tutto andasse per il verso giusto (attualmente non ci sono candidati, ha spiegato lo stesso Esposito), i primi 100 nuovi mezzi alimentati a diesel, lunghi 12 e 18 metri, non sarebbero su strada prima di marzo.
E nel frattempo? «Proviamo a noleggiarli da alcune grandi città e regioni», spiega il nuovo assessore ai trasporti che della vicenda ha già iniziato a parlare ai suoi colleghi in giro per l’Italia. «Ho sentito la governatrice del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e anche gli assessori di Torino e Milano». La reazione alla proposta? «È piaciuta – prosegue- a settembre faremo una verifica».
L’obiettivo è chiedere una quindicina di mezzi a ciascuno (oltre a Torino, Milano, Trieste e Bologna anche Toscana e Veneto) così da far arrivare a Roma un centinaio di autobus più o meno nuovi che potrebbero dare un po’ di ossigeno al trasporto pubblico romano in costante affanno. La particolarità è che ogni bus manterrebbe la “livrea” della propria azienda di appartenenza e, insieme, quella del Giubileo. Costo dell’operazione (non ancora calcolato al centesimo) intorno al milione di euro, presi dalle casse di Atac, per undici mesi di noleggio.
Ma non è questa l’unica soluzione allo studio in queste settimane. Esposito nei giorni scorsi ha sentito per telefono il sindaco di Bari Antonio De Caro che martedì, in conferenza stampa, ha illustrato la ricerca di mercato che l’Amtab (la municipalizzata locale dei trasporti) ha avviato per l’acquisto di autobus usati. Esposito, su indicazione diretta di Ignazio Marino, ha sondato dunque il primo cittadino pugliese per valutare anche questa possibilità: portare a Roma bus immatricolati tra il 2008 e il 2010, così come farà Bari. […]

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