sabato , 27 maggio 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI MARTEDI’ 1 SETTEMBRE 2015

Gabrielli

corriere della sera

 

Gabrielli, gli incontri del primo giorno (Ernesto Menicucci)

Prove tecniche di «diarchia». Franco Gabrielli a Roma, ad incontrare prima Nicola Zingaretti e poi Marco Causi, nel suo primo giorno «operativo» da coordinatore del Giubileo e da «tutor» del Campidoglio. Ignazio Marino Oltreoceano, in America, a farsi spedire agenzie, documenti, schede. Sia per sapere cosa aveva detto, al laurentino, il prefetto.
Sia per preparare la colazione di lavoro con l’amico Bill de Blasio, sindaco di New York, che Marino vedrà domani, nel suo ultimo appuntamento prima del rientro a Fiumicino. Con sei ore di fuso orario di mezzo, tra i due è il primo botta e risposta a distanza. Così, da una parte, Gabrielli chiarisce «di non essere venuto a fare il notaio: darò delle indicazioni, se non vengono rispettate o i poteri per sciogliere il Comune» e puntualizza sui fondi per il Giubileo «che è lo Stato ad aver messo a disposizione la possibilità di spendere quei 50 milioni, differendo i termini del debito storico: i soldi sono del debitore o del creditore?».
Mentre dall’altra Marino, attraverso i suoi uomini più fidati, reagisce con un’alzata di spalle: «Gabrielli notaio? Ben venga. Potrà solo certificare gli straordinari risultati da noi già raggiunti». Poi, per carità, c’è la dichiarazione (reciproca) d’intenti di «lealtà e collaborazione istituzionale» ma è lo stesso Gabrielli a sottolineare come ci sia «l’assunzione di responsabilità»: il sindaco ha le sue, ma il prefetto anche.
Ma per capire come realmente funzionerà la strana diarchia, detto che — a norma di legge — «non ci sono due sindaci» (parole di Gabrielli) bisognerà aspettare il rientro di Marino dall’America. Di certo, tutte le indicazioni che fornirà Gabrielli avranno un peso specifico molto forte. Pronto per un ruolo politico? Il prefetto smentisce: «Non mi candiderò a sindaco o governatore. Se mai mi bevessi il cervello, ricordatemi queste parole». Oggi si riunisce la segreteria tecnica, interistituzionale, sul Giubileo. Il 4, vertice al Mef tra Marino e Padoan. […]
Messaggero
Dagli incendi alle ambulanze: per gli Sos si chiama solo il 112 (Mauro Evangelisti)
Dal primo novembre inizia il processo che porterà al passaggio di tutte le chiamate di emergenza a un numero unico, il 112. Sarà gestito da una centrale della Regione. Avrà la sua prova del fuoco con il Giubileo, dall’8 dicembre milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo invaderanno Roma. Attenzione, il numero unico delle emergenze è un cambiamento storico che muterà le nostre abitudini. I bambini di oggi, quando saranno maggiorenni, neppure sapranno cos’erano il 113, il 118 e il 115. Richiesto dalla normativa europea, il numero unico in Italia è applicato solo in Lombardia.
Oggi prevale la frammentazione: per una emergenza sanitaria chiamiamo il 118, per un incendio il 115, per una rapina, un furto o un’aggressione componiamo il 112 o il 113. In futuro tutte queste chiamate convergeranno su un unico numero – che è quello riconosciuto dall’Unione europea – il 112, che sarà gestito in una palazzina sulla Laurentina dove la Regione sta completando la sede del Nue (numero unico d’emergenza). Il passaggio al nuovo sistema avverrà gradualmente, a partire dal primo novembre. Quando il processo sarà concluso, tutte le telefonate confluiranno in questa centrale del 112, anche se ho composto il 115 o il 118. La disattivazione dei numeri differenti dal 112 avverrà nel tempo, perché i cittadini dovranno abituarsi al cambiamento. In estrema sintesi: potrò continuare a comporre il 113, il 115 o il 118, ma a rispondermi sarà comunque l’operatore del 112, dipendente della Regione (e non un carabiniere come avviene oggi).
Facciamo un caso concreto insieme a Carlo Rosa, responsabile del progetto per la Regione: il 20 dicembre m’imbatto in un incidente stradale con un ferito, mi serve un’ambulanza. «Chiamando il 112 – o il 118 che comunque devierà in automatico la chiamata alla centrale unica del 112 – parlerà con un operatore del Nue che valuterà il suo caso, geolocalizzerà la provenienza della chiamata e poi la dirotterà alla centrale più adatta. In questo esempio a quella delle ambulanze». Ma non si rischia così di obbligare il cittadino a un passaggio aggiuntivo, riducendo quindi i tempi d’intervento? Secondo gli studi internazionali e le esperienze di altre città, i secondi che si perdono nel passaggio dal filtro della centrale del 112, si guadagnano in un altro modo: si liberano i diversi centralini da una mole di chiamate inutili e inappropriate, che spesso rappresentano anche il 50 per cento del totale. Nella centrale sulla Laurentina lavoreranno 80 persone. Alle postazioni ci saranno sempre 15 operatori (ma per casi particolari possono diventare anche 34). Ci sarà un servizio di traduzione che consentirà di dare risposte e ascoltare richieste in 12 lingue diverse. L’iniziativa nasce da un protocollo firmato dalla Regione con il Ministero dell’Interno il 7 luglio ed è stata finanziata con 3,5 milioni di euro. Potenzialmente la centrale potrà rispondere a 15 mila chiamate nell’arco di 24 ore. Nella stessa palazzina ci sarà anche la sede dell’Agenzia regionale di Protezione civile.
Ieri mattina sono andati a visitare la struttura e a verificare l’avanzamento dei lavori il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e il prefetto Franco Gabrielli. Ha raccontato Zingaretti: «Potremmo definire questa struttura la casa della sicurezza di Roma e della sua provincia. Superiamo un ritardo, l’indicazione del numero unico europeo dell’emergenza è determinato da 10 anni e, nell’ultimo documento del Governo, si chiede a tutta Italia di dotarsi del 112. L’obiettivo che il prefetto ci ha dato è quello di essere operativi al primo novembre. Prima dell’estate temevamo di non farcela, oggi siamo più ottimisti. I numeri tradizionali, comunque, non scompariranno subito, rimarranno attivi per un periodo di sperimentazione, ma si apre una fase nuova e contiamo di inaugurare in tempo e vincere questa battaglia per la sicurezza, in senso largo, dei cittadini e delle cittadine». […]
Repubblica
Schianto in Porsche,muore Salini (Federica Angeli)
Uno schianto fortissimo contro un albero e la Porsche che in pochi istanti è ridotta a un cumulo di lamiere. Un’auto di lusso che in una manciata di secondi si accortoccia come un foglio di carta e stritola l’uomo al volante. Ha perso la vita così, la scorsa notte l’ingegnere Claudio Salini, il fondatore e amministratore delegato del Gruppo ICS Grandi Lavori spa, che nel 2014 subì un tentativo di sequestro da parte di una gang casertana.
Erano le 23 quando Claudio Salini, 46 anni – cugino più giovane dell’ad di Salini Impregilo, Pietro Salini – stava percorrendo, a velocità sostenuta, la corsia centrale di via Cristoforo Colombo, in direzione del Grande raccordo anulare, quando all’altezza di via Giustiniano Imperatore ha perso il controllo della macchina ed è finito sullo spartitraffico centrando il tronco di un albero. Un dosso sulla strada, l’asfalto rialzato per via delle radici, potrebbe essere la causa dello schianto.
Fatto sta che i vigili del fuoco hanno dovuto segare la carrozzeria della Porsche, da poco immatricolata, per tirare fuori l’uomo dalle lamiere. Le sue condizioni sono apparse subito disperate, tanto che l’imprenditore, in vita quando è stato soccorso, è deceduto poco dopo durante la corsa in ospedale.
Le indagini puntano a ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. L’unica certezza, al momento, è che l’auto viaggiasse ad alta velocità. Ma i vigili urbani itervenuti stanno lavorando anche per accertare le condizioni del manto stradale e se ci qualche avvallamento possa aver fatto perdere aderenza alle ruote, anche se al momento non sembrerebbero emergere anomalie particolari.
Il drammatico schianto ha paralizzato per diverse ore il traffico sulla corsia centrale: il flusso delle auto è stato deviato dalla polizia municipale sulla laterale. «È un tratto di strada in cui non è la prima volta che le macchine perdono il controllo», ha spiegato una signora che appena una settimana fa ha avuto un incidente stradale proprio lì. La morte improvvisa dell’imprenditore ha lasciato shock nei suoi conoscenti. […]

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