giovedì , 27 luglio 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI LUNEDI’ 31 AGOSTO 2015

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corriere della sera

 

Corso Vittorio riservato a bus e pellegrini (Ernesto Menicucci)

Fluidificare, decongestionare, far scorrere. Rendere l’attraverso del centro più semplice per i pedoni e per i mezzi pubblici (o i pullman turistici che passeranno nelle «maglie» della stangata proposta dall’assessore alla Mobilità Stefano Esposito) e più complicato, se non proprio off limits , per le auto.

E in Campidoglio, in queste settimane, i tecnici dell’Agenzia della Mobilità e quelli dell’assessorato stanno ragionando intorno al punto nevralgico, il crocevia dei crocevia: corso Vittorio Emanuele II, l’arteria che da largo Argentina conduce dritti dritti a via della Conciliazione. E che, sopratutto, sarà lo snodo di quasi tutti i percorsi pedonali di un Giubileo «a misura di pellegrino», con il punto X di via del Banco di Santo Spirito, dove saranno allargati i marciapiedi e invertito il senso di marcia.
Lì su corso Vittorio, si gioca molto della viabilità cittadina. E in Campidoglio, Esposito ha già dato la sua indicazione: pedonalizzare, chiudere alle auto private, lasciare solo il transito ai mezzi. Un’operazione, per intendersi, tipo quella di via dei Fori Imperiali, primo atto della giunta Marino nell’estate del 2013. Lì c’era il problema del restringimento della carreggiata, dovuto al cantiere della metro C, che avrebbe costretto comunque il Comune ad intervenire. Qui, invece, c’è il tema dei pellegrini.

Corso Vittorio, così, dovrebbe essere chiuso. Ma, prima di prendere decisioni definitive, nei prossimi giorni sono in programma una serie di riunioni tecnico/organizzative per studiare le soluzioni alternative. Perché, come fanno capire a Palazzo Senatorio, «il traffico che togliamo da una parte non ce lo possiamo poi ritrovare da un’altra». Allo studio, allora, c’è intanto un’ipotesi. Deviare parte delle auto che comunque attraversano il centro su corso Rinascimento, facendole passare davanti Palazzo Madama, sede del Senato, e farle defluire verso il lungotevere, il «Palazzaccio» e piazza Cavour. Per realizzare questo progetto, bisogna cambiare anche il piano autobus. Corso Rinascimento, ad andare verso il fiume, attualmente (e da molti anni ormai) è solo corsia preferenziale. Possibile anche che, prima dell’avvio del Giubileo, si facciano delle «prove generali», per testare le misure da introdurre. […]

 

Messaggero

Atac, affondo di Esposito: «Simbolo del clientelismo Si sciopera per sabotare» (L. De Cic.)

Atac? «Il simbolo del sistema clientelare romano». Gli scioperi? «Sono diventati uno strumento politico per fare sabotaggi». I controllori dei bus? «Più facile vincere all’Enalotto che vederne uno». Per Stefano Esposito Atac è «da rifondare». L’assessore ai Trasporti mette nel mirino tutti, a partire dai sindacati. «Lo sciopero – ragiona il senatore Pd che ha preso il posto di Guido Improta nel rimpasto di un mese fa – è un diritto sacrosanto ma utilizzarlo solo per una battaglia politica è inaccettabile».

Ecco perché annuncia di voler «mettere in campo tutti gli strumenti che la legge mi mette a disposizione perché laddove ci fossero sabotaggi e scioperi bianchi non dichiarati farò tutto quello che posso fare». E una mano la chiederà a Franco Gabrielli. «Il prefetto ha il potere eventualmente di precettare e spero lo utilizzi se dovessimo trovarci davanti ad atteggiamenti di questo tipo». L’Atac, secondo Esposito, «è il simbolo del sistema clientelare romano». Il riferimento è all’inchiesta di Parentopoli e alla pioggia di assunzioni per chiamata diretta degli anni passati, ma anche ai problemi strutturali di un’azienda dove, secondo l’assessore, «ci sono più probabilità che si vinca al superenalotto che un controllore salga su un autobus». Una realtà dove «c’è ancora molto da fare», al netto dei risultati degli ultimi giorni, come la riapertura della metro A a orario completo. «Se non ci saranno sabotaggi o sfighe mondiali – dice Esposito – dovremmo essere in grado di reggere».

Durante un dibattito sull’Isola Tiberina, alla festa del Fatto, l’assessore pro Tav ne ha per tutti. Anche per Marino, che «è un po’ sfortunato: ogni volta che si muove da Roma succede qualcosa». Anche se Esposito sostiene di non vederlo «commissariato». E ha pure il tempo di cinguettare, via social, su Roma-Juve. «Non cominciamo bene – scrive su Twitter a fine match – comunque sempre forza Juve».

La partita in Campidoglio invece, quella sui trasporti capitolini, potrebbe non giocarla fino al 90esimo. «Mi sono dato sei mesi di tempo per valutare se il mio lavoro è servito a qualcosa oppure no. Se sarà servito resterò, altrimenti dirò perché il mio lavoro non ha funzionato». Le difficoltà sono state chiare, fin dall’inizio: «Quando ho accettato di fare l’assessore ho detto a mia moglie: prendo un posto con una sedia con allegata una ghigliottina a due centimetri dal collo». […]

 

Repubblica

Il giallo del prete ucciso a Zagarolo Indagati 2 ospiti della comunità (Emilio Orlando)

Dopo quasi cinque mesi di indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Frascati, sembra stringersi il cerchio attorno agli assassini di padre Lanfranco Rossi, il sacerdote settantenne preso a bastonate e poi strangolato lo scorso aprile nella comunità religiosa “I ristrutturatori di San Feliciano “ a Zagarolo. Il religioso era docente alla pontificia università Gregoriana dove insegnava dottrine orientali e spiritualità. L’ uomo era inoltre autore di diversi libri che trattavano tematiche di alta teologia.
La procura di Tivoli che coordina le indagini ha iscritto nel registro degli indagati due persone una delle quali ospite nella struttura religiosa al momento dell’omicidio. Si tratterebbe di due stranieri sospettati di essere gli autori del delitto maturato per motivi forse economici e personali. Un supertestimone che all’epoca era ospite del centro ha raccontato agli inquirenti di una violenta lite proprio nel bosco avuta dal religioso poco prima dell’omicidio. Già a maggio i carabinieri del gruppo di Frascati ispezionarono una casa di proprietà del sacerdote in via Mormanno, all’Anagnina per capire se fossero stati sottratti oggetti preziosi dall’abitazione o altri indizi riconducibili all’aggressione. Gli investigatori dell’Arma indagano per omicidio aggravato dai futili motivi.
La conferma che si trattava di un omicidio arrivò solo una settimana dopo il ritrovamento del corpo nel bosco di nocchie antistante le dimore degli ospiti della congregazione ed inizialmente tutti pensarono che si fosse trattato di un malore. […]

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