giovedì , 27 luglio 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI GIOVEDI’ 6 AGOSTO 2015

Colonnato Piazza San Pietro

corriere della sera

 

«Il Giubileo sarà vissuto a piedi» (Manuela Pelati)

La prima traccia del Giubileo sulla città è segnata. Vaticano e Campidoglio hanno definito i quattro primi grandi itinerari che permetteranno ai pellegrini di muoversi a piedi tra le basiliche di San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. I lavori di allargamento dei marciapiedi, le strisce pedonali, le barriere che segnano i percorsi e la segnaletica stradale costeranno 800 mila euro, fondi resi disponibili grazie al via libera concesso dal ministero dell’Economia. «Sarà un Giubileo da vivere a piedi, con una visione diversa dall’anno giubilare del 2000: invece di arrivare più vicino possibile ai luoghi di culto con i pullman, si giungerà con treni, metropolitane, percorsi pedonali e in bicicletta», ha promesso il sindaco Ignazio Marino, che ha presentato ieri gli itinerari insieme con l’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Pucci, a monsignor Liberio Andreatta e alla presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi.

«Tutti i percorsi si dirigono alla basilica di San Pietro ma passano per le chiese della confessione di San Giovanni dei Fiorentini, Santo Spirito in Sassia, San Salvatore in Lauro e Santa Maria in Valpicella», ha spiegato Pucci. «Gli itinerari conducono all’unico ponte che già esisteva nel 1300 quando si è fatto il primo Giubileo, quello che porta verso Castel Sant’Angelo per proseguire fino alla Porta Santa». Via della Conciliazione sarà per metà pedonale in direzione San Pietro per garantire «un percorso protetto» mentre altre strade saranno scelte per evitare il sovraffollamento, «per esempio per andare in via dei Fori Imperiali abbiamo preferito non indicare via Cavour ma via Urbana. E per andare in piazza Campitelli, bisognerà salire sulla rampa del Campidoglio». Pucci ha aggiunto: «Nei prossimi giorni lavoreremo perché vi siano altri collegamenti pedonali con le altre basiliche di San Paolo, San Lorenzo e Santa Croce in Gerusalemme». Inoltre, «faremo un progetto sulla via Francigena che renderà a senso unico la via Trionfale verso il centro per pedoni e biciclette».

I primi quattro itinerari attraversano il centro storico e offrono percorsi culturali che saranno un’occasione di riscoperta della città. «In questi cammini Roma offre ai pellegrini e ai turisti bellezze – soprattutto rinascimentali e barocche -, arte, storia, cultura e, perché no, enogastronomia» ha detto monsignor Andreatta, sottolineando che «le grandi opere del Giubileo che papa Francesco vuole sono le opere di misericordia spirituali e corporali». Il prelato ha voluto ricordare che «mentre i media si divertivano a parlare male di Roma e a dire che non si fa niente, io e l’assessore Pucci stavamo lavorando al piano di accoglienza tra Santa Sede, Vicariato, Comune e Municipio». La presidente Alfonsi ha aggiunto: «In piazza Sant’Agostino, dove toglieremo il parcheggio, sarà agevolata la visita non solo alla chiesa ma anche al quadro di Caravaggio, la Madonna di Loreto, che è all’interno». […]

Messaggero

Appalti Atac, la quota di Buzzi: «Datemi 1 milione e chiudiamo» (Michela Allegri – Silvia Barocci)

Scrive una sceneggiatura in cui lui è protagonista e quasi vittima, piegato da un sistema corrotto e impossibile da correggere. «È sempre stato così, dottò, da quando frequento il Consiglio Comunale, saranno 4 anni, è sempre stato così». Lo dice Salvatore Buzzi, dal carcere dove è detenuto in regime di massima sicurezza. Racconta ai pm Michele Prestipino e Paolo Ielo di come gli appalti venivano pilotati direttamente in Campidoglio, e di come ogni decisione avesse un indirizzo politico. C’era un «meccanismo», basato su sponsorizzazioni e raccomandazioni «per avere il lotto tuo», e poi c’era «la gara a rialzo a chi offriva di più», probabilmente in termini di tangenti.

Traccia anche uno schema degli appalti più redditizi, il re delle coop, e parla di commesse rimaste finora sotto silenzio. «Una cosa dell’Atac», per esempio. Un appalto per la pulizia degli automezzi, vinto da Buzzi e soci tra il 2012 e il 2013. «Vinciamo come Consorzio nazionale servizi. Poi perdiamo perché c’è stata un’offerta abbastanza strana». Si tratta di un appalto da 10 milioni, «la nostra quota come coop “29 giugno” è il 10 per cento, quindi un milione. Il Cns ci dice che dovevamo conferire l’1 per cento della commessa, 10 mila euro, ad Andrea Carlini, consigliere d’amministrazione di Atac in quota Pd». A fare la richiesta, sarebbe stato Giuseppe “Pino” Cinquanta, fino a poco tempo fa direttore di Cns.

Buzzi è un fiume in piena, parla anche della gara delle ville storiche. Un appalto che spiega le dinamiche delle spartizioni. «Sono 7 lotti, di cui 5 alla maggioranza, centro destra, e 2 al centro sinistra», dice. L’indagato avrebbe cercato in ogni modo entrare nella partita: «Tentiamo, prima con Alemanno e poi con Marino, di essere tra gli sponsorizzati per vincere». E la sponsorizzazione, a suo dire, arriva: «Con Coratti e D’Ausilio. Ci chiedono la bellezza del 10 per cento». L’affare sarebbe stato pattuito per il tramite di Nucera che, a detta di Buzzi, «c’era sempre». Di fronte alla richiesta esorbitante, però, «abbiamo rinunciato…a me che volevano imporre questo prezzo me l’ha detto Altamura». Altamura, direttore del dipartimento Tutela ambiente della Protezione Civile, secondo il re delle coop, era quasi spaventato: «Volevano imporre proprio a lui – chiarisce Buzzi – i 7 vincenti sulla base dell’offerta più vantaggiosa…volevano costringerlo a fare la gara a progetto, e lui dice: “lo non vado in galera per problemi vostri”. E aggiunge: “Datemi il foglietto di chi deve vincere, io invito le 10 imprese per ogni lotto le 10 che voi mi dite”. A questo punto, per ottenere favoritismi e sponsorizzazioni, sarebbe scattata la corsa al rialzo delle mazzette. «Con il mercato delle imprese si creava l’offerta a rialzo, a chi offriva di più. Tu andavi da un tizio che ti dice: “Quanto me dai?”».

Buzzi passa poi alla storia del milione di euro, scomparso e rispuntato: sarebbe stato stanziato da Luca Gramazio per la manutenzione delle piste ciclabili. «L’emendamento Gramazio», spiega l’indagato, che parla del Sevizio giardini del Campidoglio e tira in ballo Turella e Maiorano. «Nel 2012 Gramazio ci fa l’emendamento». I soldi poi non si sa dove siano finiti. «Turella e quest’altro se ne erano appropriati… Quindi noi avvisiamo Gramazio: “Guarda che hanno fregato il milione” che, poi, sarebbe rispuntato. «A quel punto mi dice Turella: “Sono 800 mila…per ricomparire un milione mi devi da’ 100 mila”. Alla fine, Buzzi avrebbe concordato di pagare 30 mila euro che, però, non sarebbero stati corrisposti per un inconveniente “tecnico”. «C’era stata la verifica fiscale – chiarisce – gli ho detto: “Io non ho i soldi neri, mo’ li sto a da’ a Panzironi”, trovate una cosa in chiaro. Lui ha replicato: Ne devo parla’ con Maiorano, sta cifra la devo fa’ come la neve, devo fa’ a metà». […]

Repubblica

Asili nido comunali 348 nuovi posti “Servizi e qualità” 

Alla ripresa della scuola ci saranno 348 posti in più per i bimbi degli asili nido comunali. Sale così il numero, dei piccoli, 22mila e cala la lista d’attesa: sotto le 5mila persone in graduatoria.
E’ il frutto della delibera approvata ieri mattina dalla Giunta capitolina impegnata «ad abbattere le attese e migliorare la qualità del servizio attraverso misure più efficaci sia per il monitoraggio e sia per l’integrazione dei bambini disabili», dicono dall’assessorato alla Scuola. «I nuovi posti – spiega l’assessore Marco Rossi Doria – nascono dal confronto con le rappresentanze dei gestori con i quali si abbiamo stipulato convenzioni e rivisto la disciplina dell’accreditamento e dell’adeguamento del contributo che arriva da Roma Capitale, elevandolo da 715 a 740 euro: il 3,5% in più».
Ai nidi è stato chiesto un maggior controllo sulla qualità. «Anche per questo abbiamo istituito un albo a cui si accede tramite una commissione tecnico-amministrativa permanente che controllerà il livello del servizio», continua l’assessore.
I nuovi posti verranno assorbiti con le graduatorie nei municipi dove le liste d’attesa sono più lunghe.
«Il Comune ha un servizio di asili nido molto importante anche facendo il paragone con il resto d’Italia – fanno sapere dall’assessorato – a Roma ci sono 21.700 posti contro i 198.700 del dato nazionale, vale a dire l’11%, che è veramente moltissimo. La situazione è gradualmente migliorata nel tempo rispetto all’incontro tra offerta e domanda grazie a un sistema a tre gambe: pubblico-concessione-convenzione ».

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