lunedì , 20 novembre 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2015

vaticano

corriere della sera

Giubileo, la carica dei pellegrini: prenotazioni più 5% (Lilli Garrone)

Arriveranno soprattutto dal Sud America, ed in particolare dall’Argentina, la patria di Papa Francesco. Dal Messico, dal Brasile, dal Nord America, dalle Filippine e dall’Europa del nord. Sono i turisti che si preparano a venire nella capitale per l’Anno Santo della Misericordia e che fanno già registrare una notevole crescita delle presenze negli alberghi della capitale. «A mio avviso l’aumento delle prenotazioni si aggirerà intorno al 5 per cento, contando che il turismo ordinario magari frenerà un po’» annuncia il presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli. Un aumento di prenotazioni alle quali – è probabile – non corrisponderà un eguale aumento degli incassi: «Forse fattureremo un po’ di meno – aggiunge – Le nostre stime sono basate anche sul Giubileo del Duemila, quindi è probabile che la spesa dei pellegrini sia all’incirca del 2% in meno di quella di un altro tipo di turismo, quello ordinario».

E così a poco più di tre mesi dall’inizio – la Porta Santa si aprirà l’8 dicembre – fa i primi conti e lancia un invito al Prefetto a convocare anche gli albergatori quanto prima. «Aspettavamo una chiamata prima dell’estate – aggiunge Giuseppe Roscioli – ora chiediamo una convocazione interforze per i primi di settembre. C’è, infatti, un forte problema di sicurezza per via delle tante strutture abusive che ci sono nella città: è un evento anche a rischio terrorismo e quindi il problema va affrontato. Noi siamo disposti a mettere a disposizione della prefettura – aggiunge il presidente di Federalberghi – un nostro software che identifica tutte le strutture presenti su internet ma che non hanno una regolare licenza. I controlli potrebbero partire proprio da qui». Secondo i dati degli albergatori, infatti, a Roma vi sono «circa 50 mila posti letto abusivi. Di recente – spiega Roscioli – la Regione Lazio ha emanato norme più stringenti su questo fronte, ma non basta. Per contrastare l’abusivismo dilagante non servono solo le regole, servono soprattutto i controlli».

Posti letto «fuori controllo» che si troverebbero soprattutto nei Bed Breakfast che si sono moltiplicati in città e nei mini-appartamenti offerti anche per una notte su internet, mentre gli albergatori questa volta temono meno la concorrenza delle «Case per ferie» cattoliche. «Abbiamo fatto un accordo con l’Opera Romana Pellegrinaggi e con monsignor Andreatta – aggiunge – con il quale tutti gli alberghi romani sono inseriti nel sito dell’Opera che quindi possono essere prenotati anche da associazioni e istituzioni a carattere religioso. Ci sarà così una sorta di compensazione». […]

Messaggero

Mafia capitale, in aula i ras della politica e il “mondo di mezzo” (Valentina Errante – Sara Menafra)

Il mondo di sopra e quello di sotto nella stessa aula. Il maxi processo per mafia capitale metterà insieme i due universi che Massimo Carminati teneva uniti. Alla sbarra, il prossimo 5 novembre, con il ”Nero”, ci saranno i politici di destra e di sinistra, come Luca Gramazio (organico all’associazione) e Mirko Coratti (accusato di corruzione aggravata dalla mafia), ma anche il braccio armato dell’organizzazione: Riccardo Brugia e Matteo Calvio, tutti funzionali all’organizzazione almeno per il procuratore aggiunto Michele Prestipino e i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli che hanno ottenuto il nuovo processo.

Cinquantanove in tutto, tra vecchie e nuove contestazioni: i primi, i ”politici” accusati di avere foraggiato le casse della cupola con l’affidamento di appalti e l’infiltrazione nelle istituzioni, i secondi i ”criminali” con l’ipotesi di avere fatto rispettare la legge di Mafia capitale con i metodi dell’intimidazione e della violenza. E gli esponenti di questi mondi, apparentemente così lontani, si guarderanno in faccia. Tutti imputati, come l’uomo che per anni avrebbe fatto da trait d’union tra loro, Massimo Carminati. La procedura ”immediata”, in ogni caso, riguarda solo gli indagati colpiti dalle misure cautelari. L’inchiesta intanto continua e vede coinvolte almeno altrettante persone, tra politici e criminali con accuse vanno dall’associazione a delinquere di tipo mafioso, alla turbativa d’asta, fino alla corruzione aggravata, alle minacce e alla falsa fatturazione.

Al centro del provvedimento, firmato ieri dal gip Flavia Costantini, che ha deciso di mandare direttamente a processo gli imputati saltando l’udienza preliminare, ci sono l’ex terrorista nero Massimo Carminati e il suo braccio destro Salvatore Buzzi. Tanto vicini negli affari quanto lontani nella strategia difensiva: il ”Cecato”, rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Buzzi ha aspettato per mesi, poi ha cominciato a parlare, accusando e riferendo circostanze sull’inchiesta. Ma le sue dichiarazioni di giugno e luglio non sembrano aver convinto i magistrati.

La decima sezione del Tribunale dovrà decidere sulla posizione di Luca Odevaine, ex componente del tavolo del Viminale per i rifugiati. E’ accusato di corruzione aggravata dall’avere favorito un’organizzazione mafiosa: avrebbe foraggiato le casse di Mafia capitale, dirottando sulle coop di Buzzi gli appalti dei centri di accoglienza destinati agli immigrati. Un uomo chiave che avrebbe gestito per tutti gli affari legati all’immigrazione, incassando maxi tangenti attraverso corsi di aggiornamento fasulli, fatturati dalla sua fondazione, Integra/Azione e mediante due società che gli servivano a incassare il nero. Sotto processo anche il suo commercialista di fiducia, Stefano Bravo, che lo aiutava a spostare i fondi all’estero e a giustificare gli incassi. Alla sbarra ci saranno pure gli esponenti delle coop bianche, come Tiziano Zuccolo, Francesco Ferrara e Salvatore Menolascina, così vicine al mondo cattolico e pure pronte a stringere affari con il ”Nero” e i suoi. […]

Repubblica

Caro estinto, altri tre in manette (Emilio Orlando)

Arresti dopo diciannove giorni di latitanza i tre indagati dell’inchiesta sul “caro estinto” che erano fuggiti prima dell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura ed eseguite lo scorso trenta luglio dalla squadra mobile romana.
Gli investigatori li hanno presi in un villino al mare a Cerenova, tra Civitavecchia e Fregene, mentre tentavano di confondersi tra i turisti. Così la polizia ha messo la parola fine alla latitanza di Guerino Primavera e dei figli Fabrizio e Daniele, responsabili questi ultimi anche di traffico di stupefacenti in alcune piazze di spaccio nel quartiere di San Basilio che controllavano con vedette e pusher ad ogni angolo della strada.
Ma l’ordine di arresto riguarda soprattutto il reato di turbativa d’asta negli appalti del servizio di polizia mortuaria e di pompe funebri all’ospedale Sant’Andrea, dove sono finiti in manette oltre che il direttore generale Egisto Bianconi gli impresari funebri Giustino e Daniele Taffo.
La famiglia Primavera aveva a libro paga anche Diego Cardella un poliziotto in servizio al commissariato Viminale arrestato già in passato per ricettazione e rapina.
Inoltre la procura sta indagando su alcune denunce poi rivelatesi infondate in cui Cardella accusava gli agenti del commissariato San Basilio di episodi di corruzione. Tutto per far cessare l’attività d’indagine nel quartiere contro il narcotraffico. […]

Commenti

commenti

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*