lunedì , 20 novembre 2017

IL MEGLIO IN EDICOLA DI GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE 2015

marino

corriere della sera

Il ritorno di Marino e i consigli dei suoi «Non solo Giubileo, pensiamo alla città» (E. Men.)

Contrordine, mariniani. Dopo due anni passati sul centro storico, concentrando lì l’azione amministrativa della prima fase del mandato — dalla chiusura alle auto dei Fori Imperiali ai camion bar — ora anche Ignazio Marino, al ritorno dalle vacanze, si sarebbe accorto che esiste una Roma fuori dalla mura aureliane.
Quartieri semi-centrali che in questi due anni si sono sentiti abbandonati, tra immondizia, strade sporche, cattivi odori, buche, persone (spesso nomadi) che si fanno il bidet alle fontanelle pubbliche. E così, da qualcuno dei suoi assessori di punta, quelli che — faticosamente — stanno cercando di «dare un verso» all’azione della giunta, è arrivato il suggerimento: «Chiusa la questione dello scioglimento per mafia, la fase due deve partire da qui».

È questo il primo tema all’ordine del giorno della «giunta politica» di oggi, tra Ignazio e gli assessori, per riprendere il lavoro post-vacanziero. Giubileo? Sì, ma non solo. Perché quello che gli «uomini forti» (Marco Causi, Maurizio Pucci, Alfonso Sabella) dell’esecutivo hanno ben chiaro è che «non si vive di solo Anno Santo» e che il futuro di quest’esperienza politica dipende anche (se non soprattutto) dalle risposte che verranno date alla città.

Ecco, allora, l’idea di tirare giù «una decina di cose da fare»: decoro, mobilità, sicurezza, interventi sui territori. Perché, come ripetono ora a Palazzo Senatorio, «Roma è bellissima, ma non si può risolvere tutto nell’affaccio sui Fori Imperiali». Marino seguirà queste indicazioni? Molti sono pronti a giurare di sì, specie dopo l’ennesima stoccata di Matteo Renzi («ai cittadini non interessano le pedonalizzazioni, ma che le strade siano pulite e senza buche», la parole del premier di ieri). Anzi, qualcuno giura che «queste linee sono state già condivise dal sindaco». Sarà.
In ogni caso, sul tavolo, ci sono anche i Trasporti. […]

Messaggero

Roma-Juve, bufera su Esposito ultrà (Simone Canettieri – Lorenzo De Cicco)

Stefano Esposito non è tipo da misurare le parole. Quando si parla di Juve poi, non si tiene. Già a giugno fece discutere una sua battuta accusata di sessismo («Godere per la sconfitta della Juve è come essere impotenti ed esultare se qualcuno fa godere la tua donna», twittava all’indomani della finale di Champions) ma le frasi pronunciate alla Zanzara, su Radio 24, l’altra sera, con tanto di coretto «Roma merda» intonato in diretta, hanno scoperchiato un vespaio di polemiche, sia a destra che nel Pd. «Battute come queste ci fanno perdere mezzo milione di voti», diceva ieri un importante esponente della maggioranza.

In Campidoglio si racconta che perfino il sindaco Marino, dagli States, abbia chiamato l’assessore ai Trasporti per chiedergli di fare una precisazione («Stefano, hai usato toni sgradevoli, spiegati e chiedi scusa»). Ma in tanto il danno era fatto. «Andavo in trasferta a vedere la Juve – ha detto Esposito in radio – tante volte ho gridato “Roma merda”. Da ultrà ho anche partecipato alle risse, ho dato botte ma soprattutto le prendevo». E ancora: «Godo se la Roma non vince lo scudetto, meglio la Lazio. Romanisti rosiconi? Sì, sono anni che si lamentano, siamo ancora a Turone».

Apriti cielo. Sel ha chiesto subito le dimissioni di Esposito perché «odia Roma e la sua squadra», dice Peciola. Replica l’assessore: «Peciola? Se non capisce che parlavo di calcio e non della città, ha problemi mentali». Ma è anche il Pd a storcere il naso. A partire da un big come Massimo D’Alema, presidente onorario del Roma Club Montecitorio. «Esposito chieda scusa a quella larga parte della città che ha offeso. E se non lo fa lui, lo faccia Marino». Il capogruppo Pd, Fabrizio Panecaldo, prima si è sfogato su Facebook con un hashtag difficilmente fraintendibile: «#juvemerda». Poi ha argomentato, più politicamente: «La battuta andava evitata. In questa città la parola Roma non vale solo per la squadra. E lo dico da laziale». Il consigliere Antonio Stampete, sempre Pd, ammette: «Il coro me lo sarei risparmiato». Andrea Catarci, presidente del Municipio VIII, definisce Esposito addirittura un «professionista delle provocazioni».
Ma è soprattutto l’opposizione a scatenarsi: l’ex assessore Antonello Aurigemma scrive su Twitter: «Ma oltre il sindaco SottoMarino Roma merita anche questo! Ridate la matita ai romani». Immediata la risposta del bianconero: «Pensa ai guai che avete fatto in 5 anni». […]

Repubblica

L’Antimafia Day nel “regno” dei Casamonica (Rory Cappelli)

La stessa piazza in cui il 20 agosto sono stati celebrati i funerali show di Vittorio Casamonica. Tanto che la questura — che inzialmente prevedeva la partecipazione di 500 persone — si è orientata su almeno il doppio delle presenze. Il questore Nicolò D’Angelo ha predisposto un piano di sicurezza che prevede il dispiegamento di 200 agenti, con un presidio della piazza che avrà inizio stamattina e proseguerà per tutto il pomeriggio. La Digos ha lavorato a tutto campo per individuare eventuali focolai di contestazione, o gruppi di disturbatori, soprattutto nei confronti del sindaco Marino, tornato ieri tra mille polemiche dagli States, al suo primo appuntamento romano, una manciata di ore dopo la prima giunta: «Non c’è un chiaro segnale, ma il sentore che qualcosa possa accadere sicuramente sì» spiegano fonti della questura.
Altre adesioni, dunque. Tra i politici, che non parleranno ma «ascolteranno e basta», come hanno spiegato ieri gli organizzatori, oggi pomeriggio alle 18 ci saranno i governatori di Lazio, Toscana e Umbria — Nicola Zingaretti, Enrico Rossi e Catiuscia Marini. Ci sarà il sindaco di Torino e presidente Anci Piero Fassino. Ci sarà l’Upi, Unione delle province d’Italia, oltre a rappresentanti di Sel, Lista Marino, Psi, al capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera Walter Verini, ai presidenti dei 15 consigli municipali di Roma e ai sindaci di Rocca Priora, Genzano, Albano. Mentre il Movimento 5Stelle e tutta la destra hanno dato forfait — «manifestazione ipocrita » — Alfio Marchini, che ieri aveva annunciato la sua partecipazione solo in assenza di «interventi politici», in serata ha fatto sapere che la Lista Marchini non sarà presente.
Libera, poi, ieri ha precisato che, «essendo un coordinamento di associazioni, più di 1.600, dove ciascuna realtà è libera di costruire i propri percorsi e fare le proprie scelte», non ci sarà. […]

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